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Al lavoro per il presepe di Pentema: volontari anche dal Canada (ma sono sempre meno)

L'allestimento del presepe a grandezza naturale è un lavoro sempre più impegnativo per un borgo di poche decine di residenti e un'associazione d una dozzina di soci che, per una volta l'anno, si preparano a ospitare migliaia di visitatori

Mentre alcuni storici presepi - come quello di Crevari - rischiano di non riaprire, in altre località si è già al lavoro per realizzare gli allestimenti natalizi della tradizione, con volontari arrivati addirittura dall'estero. 

È il caso di Pentema, frazione di Torriglia, che ogni anno ospita il presepe a grandezza naturale per le vie del borgo, trasformando il centro storico in un viaggio nel tempo con quaranta scenari interni ed esterni per rappresentare i mestieri di fine '800 tra contadini, lavandaie, fornai, fabbri, falegnami. E i numeri parlano di tremila visitatori nel 2021 e cinquemila prima del covid: uno sforzo enorme per una dozzina di volontari in una frazione che conta poche decine di abitanti.

"Tra gli aiutanti - conferma a GenovaToday Rosa Vita, consigliera dell'associazione Grs Amici di Pentema e volontaria dal 1995 - è venuto a dare una mano anche l'amico Daniel dal Canada. Conosceva Pentema perché era già venuto qui a trovare un amico l'anno scorso, d'estate, e si è innamorato del posto. Quest'autunno è tornato in Liguria per motivi di lavoro e ha contattato nuovamente il suo amico di Pentema per venirlo a trovare".

FOTO | Il presepe di Pentema

A questo punto il patto: sì, ma solo in cambio di un aiuto per il presepe, "visto che in autunno siamo tutti impegnati ad allestirlo. Lui ha accettato con entusiasmo e ci ha dato una mano preziosa. Pur parlando poco italiano, siamo riusciti a intenderci bene perché l'obiettivo era comune: riportare alla luce un'antica tradizione".

La preparazione del presepe è lunga e i volontari sono al lavoro da fine ottobre: ci sono le scene interne da ricreare, i locali da manutenere e ripulire, i manichini da preparare con attenzione, specialmente quelli per l'esterno che saranno sottoposti alle maggiori intemperie.

Il tutto curato da poche persone, che nel periodo natalizio devono pensare alla realizzazione del presepe a grandezza naturale in tutte le sue sfaccettature: "Oltre all'allestimento - conclude Rosa - dobbiamo pensare anche al presepe durante l'apertura, al funzionamento del punto ristoro, della sorveglianza, dell'illuminazione delle scene. Insomma, per un'associazione di promozione sociale il lavoro è impegnativo, ci vorrebbero nuovi soci per aiutarci a non perdere la tradizione".

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