Lunedì, 27 Settembre 2021
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Tir bloccati in porto, autotrasportatori sul piede di guerra: "Pronti alle barricate"

I cantieri e le chiusure autostradali si aggiungono agli ingorghi e alle code che rischiano di sfociare (complice anche il traffico) in una paralisi totale: "Altra giornata da incubo"

Giornate infernali per il comparto logistica e autotrasporto, che oltre a fare i conti con i cantieri e le chiusure autostradali devono far fronte alla situazione che si è venuta a creare in porto, con ingorghi e code che rischiano di sfociare (complice anche il traffico) in una paralisi totale.

A denunciarlo è Trasportounito, che per voce del suo coordinatore per la Liguria, Giuseppe Tagnochetti, ha annunciato che “in assenza di soluzioni immediate al blocco operativo del bacino di Sampierdarena, generato essenzialmente dai Terminal PSA Sech e Bettolo, le aziende di autotrasporto sono pronte ora a rifiutare il posizionamento di contenitori destinati a questi terminal”.

A rendere “paradossale e ancora più grave la situazione”, prosegue Trasportounito, è la mancata concessione da parte del Ministero dei Trasporti di una deroga alla circolazione dei mezzi pesanti oltre le 16: “È assurdo che vengano proposti rallentamenti ulteriori nei ritmi di arrivo dei tir proprio dai terminalisti di PSA, attenti ai loro interessi, molto meno a quelli della città e del porto, focalizzati sui profitti derivanti dai servizi alla nave e con scarso interesse a efficientare i servizi all’autotrasporto - prosegue Tagnochetti - Per evitare le code che arrivano a bloccare la viabilità cittadina genovese occorre che i Terminal investano in un numero di equipment adeguati e assumano personale a servizio del traffico camionistico. Inoltre estendendo gli orari di operatività per i camion che nei porti evoluti è H24”.

VIDEO | Dalle autostrade al porto, l'odissea degli autotrasportatori

Secondo Trasportounito dai primi dati che emergono dalle tardive rilevazioni sul ciclo camionistico, realizzate dalle Autorità di Sistema Portuale, è troppo basso il numero orario di carichi/scarichi e sono intollerabili le ore di attesa dentro ai terminal: “Al netto delle criticità infrastrutturali, che tuttavia non possono essere l’alibi - prosegue l’associazione - l’origine del problema sta nel fatto che né a Genova né negli altri porti italiani, le concessioni rilasciate ai Terminal dalle AdSP ai sensi della Legge 84 non stabiliscono “livelli minimi di servizio” atti a garantire tempi certi all’autotrasporto; con il risultato che il 50% dei trasporti su gomma dei contenitori in partenza dai bacini portuali e diretti verso gli stabilimenti industriali, arriva in forte ritardo a destino proprio a causa delle attese subite nei porti, con conseguente conflittualità commerciale tra vettori e clienti ed enormi perdite di capacità produttiva per le nostre aziende; per non parlare delle crescenti difficoltà per gli autisti nel rispettare le ore di guida e riposo e conseguente pregiudizio per la sicurezza stradale”.

L’appello è dunque a un intervento concreto da parte dell’Autorità di Sistema Portuale e del Ministero: “È necessario uno scatto in avanti - conclude Tagnochetti - Sono tenuti a governare l’evoluzione telematica in corso, la misurazione e regolazione dei servizi nell’interesse di tutti gli operatori e non solo di big player logistici ai quali è stata rilasciata una incomprensibile carta bianca in funzioni operative che hanno impatto sulle comunità locali, sull’economia del Paese e su altre categorie del trasporto”.

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