L'incontro tra Mattarella e i parenti delle vittime del Morandi: «La ferita non si rimargina»

Il Capo dello Stato ha incontrato una delegazione delle famiglie dei 43 morti in Prefettura poco prima della cerimonia di inaugurazione del ponte. Tra le richieste avanzate, un fondo per aiutare chi resta e il riconoscimento dello status di vittime di Stato

Mattarella con i familiari di Luigi Matti Altadonna

Un fondo per le vittime di catastrofi come il crollo del ponte Morandi, e il riconoscimento dello status di vittime di dello Stato: sono le richieste che i parenti delle 43 persone morte nella tragedia del 14 agosto 2018 hanno avanzato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’incontro che si è tenuto in prefettura nel giorno in cui è stato inaugurato il nuovo ponte San Giorgio.

Il Capo dello Stato ha incontrato una piccola delegazione di parenti poco prima di spostarsi sul ponte per presenziare alla cerimonia. Tra loro anche Egle Possetti, portavoce del Comitato Parenti Vittime del Ponte Morandi e sorella di Claudia Possetti, morta nel crollo con il marito Andrea e i figli Manuele e Camilla; e ancora Paola Vicini, la mamma di Mirko; la famiglia di Luigi Matti Altadanno; e Benedetta Alciato e Giorgio Robbiano, rispettivamente cognata e fratello del papà del piccolo Samuele Robbiano.

Gran parte dei parenti delle vittime, così come la maggior parte dei comitati della Valpolcevera e molti sfollati, hanno scelto di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione del nuovo ponte. All’incontro con Mattarella, però, hanno partecipato con piacere, esponendo una serie di “punti critici e sensibili”, dalle concessioni ad Aspi (“un nervo scoperto”, ha detto Possetti) alla creazione di un piano di intervento per i familiari: «Per alcune persone la situazione è precipitata anche economicamente - ha spiegato Possetti - perché è venuto a mancare il capofamiglia. Non serve più per noi, ma servirà in futuro».

VIDEO | Ponte Morandi, Mattarella incontra i parenti delle vittime: il loro omaggio al Capo dello Stato

«La sua vicinanza per noi è stata fondamentale, e non ci dimenticheremo mai della sua lettera - ha detto Egle Possetti - vorremmo la presenza delle istituzioni anche il 14 agosto, per la commemorazione dei nostri cari»

«Vi ringrazio per avere organizzato questo incontro, che tenevo molto ad avere prima della cerimonia del ponte - ha detto Mattarella - Voglio sottolineare pubblicamente e in modo evidente che la ferita non si rimargina, che il dolore non si dimentica e che la solidarietà non viene meno in alcun modo. Condivido la vostra scelta di vederci in Prefettura e non sul ponte, lo preferisco, non perché il nuovo ponte per la città non sia importante, ma perché è un’occasione raccolta, e non di frastuono. La cerimonia si limita a quello che è essenziale, aprire il nuovo ponte per la città, ma questo ponte non cancella quanto avvenuto, anzi lo vedo in buona parte come una lapide che ricorda le vittime di quanto avvenuto due anni fa».

Mattarella ha garantito un «sostegno sincero» per i familiari delle vittime, con un riferimento alle concessioni, argomento «sensibile per voi e per tutti, non è competenza mia definire questi aspetti, ma so che sono cose che vengono tenute in grande considerazione».

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L’incontro si è concluso con la consegna, da parte dei parenti delle vittime, di una lettera scritta dal figlio di Giovanna Donato, la compagna di Andrea Cerulli, una delle vittime del Morandi: «È un regalo per lei», ha detto emozionata Egle Possetti consegnando la lettera a Mattarella.

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