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Ponte Morandi, un anno fa l'esplosione: occhi puntati sul nuovo viadotto

Il 28 giugno del 2019 Danilo Coppe azionava l'innesco che avrebbe, pochi istanti dopo, fatto implodere il troncone est del viadotto crollato il 14 agosto 2018. E ora che i lavori per quello nuovo volgono al termine, resta il nodo concessioni da sciogliere

Il conto alla rovescia di “Mister Dinamite”, Danilo Coppe, pochi istanti prima delle 9.38 nella galleria di Coronata lo ricordano tutti: un istante di silenzio assoluto, poi il boato, e il moncone superstite del ponte Morandi che si accartoccia su se stesso cambiando per sempre, ancora una volta, lo skyline della Valpolcevera.

Era il 28 giugno del 2019 quando una delle operazioni più complesse della storia di Genova è stata portata a termine, una giornata in cui parte della vallata è stata evacuata per consentire di portare a termine la demolizione con l’esplosivo in sicurezza.

In meno di 6 secondi, questo il tempo necessario perché anche le macerie si assestassero al suolo, il troncone est è sparito in una nube di polvere, le pile 10 e 11 si sono accartocciate ed è arrivato il boato, avvertito in tutta la città, da Voltri fino a Sturla, e anche in diversi comuni della provincia. Poi gli applausi: a osservare la manovra le le massime cariche cittadine e gli allora ministri dell’Interno, Matteo Salvini, della Difesa, Elisabetta Trenta, e del Lavoro, Luigi Di Maio.

Addio al Morandi, il momento dell’esplosione. Video

Il ricordo di quel giorno è ancora vivido, le immagini dell’implosione del Morandi ancora nitide, e a un anno si guarda già al nuovo ponte ormai praticamente completato. Gettata e completata la soletta, all’appello mancano ancora le opere “accessorie”, e in meno di un mese il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, conta di vederlo finito, una volta messa in sicurezza anche la galleria Coronata, che collegherà la A10 al nuovo viadotto.

Esplosione ponte Morandi, il video in slow motion

E se per l’inaugurazione c’è una data - primo agosto, insiste Bucci - il problema principale, a oggi, resta quello del collaudo: con il nodo concessioni ancora da sciogliere, non è chiaro chi si occuperà di collaudare il nuovo ponte (e in quanto tempo). Né, altro problema non da poco, chi si occuperà di gestirlo in un periodo in cui i rapporti con Autostrade, complichi anche i disagi legati alle ispezioni in galleria, si fanno sempre più delicati.

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