Nuovo ponte ad Aspi, Egle Possetti: «Un'altra piaga nel cuore, ma la cosa più logica»

La portavoce del Comitato Vittime del Ponte Morandi commenta la decisione di affidare temporaneamente il viadotto ad Autostrade: «Dal punto di vista tecnico unica soluzione, ma non si doveva arrivare a questo punto»

«Ovviamente, con il cuore, è una piaga in più. Ma da un punto di vista logico non ci si poteva aspettare che non venisse affidato ad Autostrade. Almeno per ora. Dobbiamo restare lucidi e con i piedi per terra, e portare avanti la nostra vera battaglia».

Egle Possetti, portavoce del Comitato Vittime del Ponte Morandi, diventata uno dei simboli della lotta per chiedere giustizia per le 43 vittime della tragedia del 14 agosto 2018, è pragmatica. Come sempre è stata, ancora di più in un momento delicato come quello attuale, in cui tanto si discute dei rapporti tra Autostrade per l’Italia, governo e Regione Liguria.

Possetti parla a GenovaToday in una giornata in cui la ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha confermato che il nuovo viadotto, ormai ultimato, verrà affidato ad Aspi. Temporaneamente, in attesa della conclusione del procedimento sulla (ipotetica) revoca, ma la notizia è comunque arrivata all’improvviso, rinfocolando la polemica. Su cui Possetti, che nel crollo del Morandi ha perso la sorella Claudia, il cognato Andrea e i due nipoti, Camilla e Manuele, getta acqua: «Il ponte è stato fatto in tempi record, in barba alle normative se vogliamo, proprio perché con un provvedimento di urgenza. E dal punto di vista tecnico penso che l’affidamento ad Autostrade fosse l’unica soluzione in questo frangente per non lasciarlo chiuso».

Difficile, insomma, pensare che il chilometro e poco più del nuovo viadotto venisse affidato a un altro soggetto in un momento storico in cui le concessioni sono ancora della famiglia Benetton.Il problema, per Possetti come per i parenti di tutte le vittime del crollo, sta a monte: «Non si doveva arrivare sin qui - spiega - la concessione doveva già essere revocata prima, e deve essere revocata. Non c’è fiducia da parte dei cittadini». Il 14 agosto 2020 saranno due anni dal crollo del ponte Morandi, e per allora il Comitato sta lavorando con il sindaco e commissario per la Ricostruzione, Marco Bucci, per la commemorazione. Cui potrebbero partecipare le più alte cariche dello Stato, tra cui anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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Prima, però, se tutto andrà secondo programmi ci sarà l’inaugurazione del nuovo ponte: «Noi vorremmo fare la nostra inaugurazione - conclude Possetti - quella della radura della memoria, il cerchio degli alberi realizzato sotto il nuovo viadotto. Per quanto riguarda invece il 14 agosto, vorremmo che alla commemorazione il governo ci dia indicazioni e risposte proprio sulla questione della revoca delle concessioni».

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