Inaugurazione nuovo ponte: da Sansa a Renzi, le reazioni del mondo politico

Tanti i commenti arrivati lunedì per il taglio del nastro del viadotto San Giorgio, costruito in meno di due anni

A poche ore dal taglio del nastro del nuovo viadotto San Giorgio, ricostruito sulle macerie del ponte Morandi a meno di due anni dal crollo del 14 agosto 2018, il mondo politico commenta una giornata storica non solo per Genova, ma per tutta l’Italia, anche alla luce dei tempi record in cui è stato realizzato.

Toti: «Giustizia per le vittime»

Il presidente della Regione, Giovani Toti, ha chiarito che «"Genova non è in ginocchio". Lo avevamo detto con il sindaco Bucci a poche ore dal crollo di Ponte Morandi. Eravamo stati anche criticati per questo. Invece avevamo ragione e oggi restituiamo a Genova il suo ponte», affidando a Facebook la sua riflessione.

«In quelle parole pronunciate a caldo, con il dolore che esplodeva in noi ma con le maniche già rimboccate per lavorare, c'era tutto l'orgoglio e la tenacia tipica dei genovesi. In quelle parole pronunciate nel momento più buio c'era la forza di andare avanti da subito. Lo abbiamo fatto. Senza dimenticare mai le 43 vittime. Il loro ricordo ci ha accompagnato in ogni giorno di lavoro e sarà così per sempre. Il primo pensiero in questa giornata è per chi non c'è più, per le loro famiglie che aspettano giustizia, e noi la pretendiamo con loro». 

«Quel ponte non doveva cadere e qualcuno dovrà pagare - ha proseguito Toti - Ed è per questo che oggi non sarà una festa. Resta però la soddisfazione per l’impresa riuscita grazie al lavoro di donne e uomini che oggi ringrazieremo e che ci hanno fatto rialzare con fierezza e tenacia. Lo avevamo promesso ed è stato così. Benvenuto Ponte Genova San Giorgio: unisci la città e portaci verso un futuro migliore».

Nuovo ponte, Ferruccio Sansa: «Niente polemica, è bello»

Anche il rivale alle Regionali di Giovanni Toti, il candidato del centrosinistra Ferruccio Sansa, ha commentato la giornata: «"Cosa ne pensi del nuovo ponte?", mi chiede un collega giornalista forse sperando in un lampo di polemica (l'ho fatto anch'io da cronista mille volte). Ma stavolta no. È bello questo ponte. È bello e basta. Ed è nostro, di tutti gli italiani e di noi genovesi».

«Dobbiamo ringraziare gli operai che sentivamo lavorare giorno e notte passandoci sotto, perfino nei mesi di lockdown. Dobbiamo dire grazie al Governo che è stato veloce ed efficiente. Al sindaco Marco Bucci - non importa che sia un avversario politico - che l'ha seguito con passione. A Renzo Piano che ci ha regalato il suo progetto. Grazie a tutti noi che abbiamo contribuito a realizzare il ponte anche solo seguendolo con lo sguardo mentre saliva su. Pilone dopo pilone».

«Ricordo la mattina del crollo del Morandi - ha concluso Sansa - C'erano tuoni come stanotte. E si sentivano voci da sotto le macerie, si vedevano tracce di vite spezzate nelle auto precipitate nel vuoto. Lo ricorderò sempre, soprattutto oggi: adesso il vuoto nel cielo di Genova è colmato, ma non quello delle vittime e delle loro famiglie».

Cgil Genova; «Modfello non sono deroghe, ma impegno lavoratori»

La Camera del Lavori di Genova ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro delle maestranze, proseguito anche durante il lockdown, spostando il focus del “modello Genova” non tanto sulla possibilità di agire in deroga, ma sull’impegno dei lavoratori.

«Non c’è niente che potrà mai lenire il terribile dolore per le 43 vittime innocenti di quel colpevole crollo, forse solo il lavoro della magistratura potrà ristabilire un po' di verità. Ma avere ricostruito il ponte nei tempi stabiliti, può aiutare a ricostruire un clima di fiducia verso quelle istituzioni che, nell'agosto di due anni fa, sembravano aver colpevolmente abbandonato il nostro territorio», ha detto il segretario generale della Cgil Liguria, Federico Vesigna».

«Se un insegnamento si può trarre - prosegue - è che anche in Italia le infrastrutture si possono realizzare in tempi rapidi, se si dispone delle risorse necessarie a lavorare bene e in sicurezza. Se il ponte e' di nuovo percorribile, non è perché si è derogato al codice degli appalti con il ricorso al massimo ribasso, la liberalizzazione dei subappalti e la cancellazione dei certificati antimafia", ma per l'impegno e la serietà di tutti i lavoratori che non si sono mai fermati, neppure di fronte alla minaccia dei contagi».

Il segretario della Camera metropolitana del lavoro, Igor Magni, ha aggiunto che «lo sforzo comune di amministratori locali, governo, parti sociali deve essere quello di continuare a lavorare affinchè la città esca dall'isolamento, non solo 'fisico' del luogo, ma anche rispetto alle politiche economiche e di sviluppo volte ad attrarre investimenti e soprattutto a creare le condizioni per far restare i giovani in città e attirare nuovi. Oggi deve diventare una cesura tra il prima e il dopo la caduta del Ponte Morandi, con l'unico filo conduttore delle 43 persone innocenti che quel giorno non hanno fatto ritorno a casa e che hanno diritto ad avere giustizia. Potremo onorare la loro memoria solo se saremo in grado di far nascere da quella tragedia un futuro migliore».

Nuovo ponte, il premier Giuseppe Conte: «Da una ferita a un simbolo»

Anche il premier Giuseppe Conte, atteso alle 18.30 a Genova per l’inaugurazione e in mattinata  a Cerignola, in provincia di Foggia per una vista a un bene confiscato alle mafie, ha commentato la giornata.

«Da una ferita che resta difficile da rimarginare il simbolo di una nuova Italia che si rialza - ha detto Conte - Una giornata importante, che racconta il presente e il futuro di un Paese che cambia»

Nuovo ponte di Genova, De Micheli: «Ricordo per le famiglie delle vittime e monito»

Anche la ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha commentato la giornata, spiegando che «ricordiamo che a causa di una serie di inefficienze sono morte 43 persone e l'efficienza della ricostruzione, la qualità che va riconosciuta, non può cancellare il principio della sicurezza». 

«Per me oggi l'inaugurazione del ponte di Genova è un ricordo affettuoso per le famiglie delle vittime e un monito su quali sono i principi e i valori che devono ispirare la nostra azione di governo, proteggere le persone quando lavorano, quando si muovono per turismo, una missione imprescindibile».

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Inaugurazione nuovo ponte di Genova, Renzi: «Giustizia e orgoglio»

Un commento è arrivato anche dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi: «Giustizia per le vittime. Vicinanza alle famiglie. Orgoglio per la ricostruzione - ha scritto - E desiderio di un Paese che in ogni opera pubblica, piccola e grande, corre come è stato fatto per il ponte di Genova».

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