Nuovo ponte fuori norma, la strutture commissariale replica: «Voci infondate»

La struttura che fa capo al commissario Marco Bucci smentisce le voci secondo cui il tracciato non rispetterebbe le normative: «La curva del tracciato era preesistente già nel vecchio ponte»

Occhi puntati sul nuovo ponte di Genova, da domenica, per l’inizio del collaudo statico, ultimo fondamentale passaggio per consentire l’apertura della nuova infrastruttura.

A 13 mesi dall'inizio dei lavori, 56 autoarticolati del peso di 44 tonnellate ciascuno hanno “messo alla prova” il viadotto con un carico totale di 2.500 tonnellate, una giornata (e un colpo d’occhio) storica terminata anche con una nota da parte della struttura commissariale. Che ha voluto chiarire quelle che ha definito “notizie infondate”, e cioè le indiscrezioni secondo cui il tracciato del nuovo ponte non sarebbe a norma perché non aderente a quanto previsto nel Dm del 2011, costringendo così a imporre una velocità massima di 70-80 km orari.

«Si prende purtroppo atto della diffusione di informazioni infondate circa la mancata rispondenza normativa del nuovo viadotto sul Polcevera in Genova, che stanno provocando confusione, preoccupazione e grave danno di immagine - si legge in una nota inviata dalla struttura commissariale - La verifica di rispondenza funzionale e normativa era ed è pubblicata sul sito commissariale, sezione Progetti/Ricostruzione al punto 8. In linea con il principio di amministrazione trasparente, chiunque può verificare che la costruzione è a norma e, chi è in possesso delle necessarie competenze, può meglio comprendere le relazioni di calcolo ed i progetti esecutivi, scaricabili dal sito. Nello specifico, la curva del tracciato era preesistente già nel vecchio ponte. Il nuovo viadotto, che ricalca quell'impostazione, è conforme ai vigenti requisiti tecnici, in base ai quali è stata calcolata la velocità massima di esercizio di 80 km/h, che il concessionario potrà poi variare a seconda delle modalità di esercizio». 

Il riferimento è alla curva oggetto di discussione, dopo il ponte verso Savona, ritenuta troppo “stretta” e dunque pericolosa: «L’art. 13 del D.Lgs. 285/1992 (C.d.S.) prevede che la sicurezza stradale sia garantita rispettando i requisiti geometrici contenuti in un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con facoltà di deroga per casi particolari o in base a valutazioni economiche - spiega ancora la struttura commissariale - Il D.M. 5.11.2001 agg. D.M. 22.4.2004 si applica per i nuovi tronchi stradali, mentre, per l'adeguamento di quelli esistenti, non vi sono vincoli geometrici cogenti da rispettare, ma si è liberi di trovare soluzioni migliorative su misura derivanti dall'analisi del rischio; ciò è stato fatto per il nuovo viadotto, con il conforto dell'interlocuzione con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici». 

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L’accenno finale riguarda invece la somma urgenza con cui il ponte è stato costruito, indicata come uno dei fattori che hanno inciso di più sulla correzione (o mancata correzione) di determinati errori: «Non è il Commissario, ma il governo e il parlamento, ad aver stabilito di dover operare in estrema urgenza (D.L. 109/2018, art. 1, la cui legittimità sul punto è stata di recente affermata dalla stessa Corte Costituzionale), ma non per questo è mai venuto meno il rispetto delle regole fondamenti di qualità e regola d'arte, così come il diritto / dovere di fornire una corretta informazione ai cittadini, che è lo scopo primario di questo comunicato».

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