Genova ha il ponte, le due sponde del Polcevera di nuovo unite. In cantiere anche Conte

La 19esima e ultima campata è arrivata ormai in posizione, 309 giorni dopo l'inizio dei lavori. Per l'occasione in città anche il premier, le sirene delle navi in porto celebrano il traguardo

A 309 giorni dal getto delle fondamenta della prima pila, le due sponde del Polcevera tornano a unirsi con l’arrivo in posizione della 19esima campata del nuovo ponte di Genova.

Il ricongiungimento è avvenuto sotto la pioggia, quasi a ricordare il giorno del crollo, quel tragico 14 agosto 2018 in cui sulla città si è abbattuto un forte temporale: percorrendo via Fillak sotto la pioggia battente, l'impressione era proprio quella di essere tornati indietro nel tempo, a quella mattina in cui per Genova tutto è cambiato. E il fatto che a "battezzare" il nuovo ponte sia stata la pioggia, per moltissimi genovesi ha assunto un significato particolare, adeguato al ricordo delle 43 vittime, ricordo indelebile, dolore cocente e consapevolezza straziante. 

La salita della trave da 44 metri, avvolta dalla bandiera di San Giorgio, è terminata intorno a mezzogiorno: ad assistere, dopo un "viaggio" iniziato lunedì pomeriggio, il premier Giuseppe Conte e la ministra De Micheli (il video). Tante le persone che si sono ritrovate nonostante il temporale a osservare il via vai di persone all'ingresso di via Fillak del quartiere, a poca distanza da quel ponte di ferro che i residenti di Certosa hanno imparato a vedere come "seconda casa" nelle settimane successive alla tragedia del 14 agosto.

Conte è arrivato al cantiere poco dopo le 11, ha dato un'occhiata alla silhouette del ponte e dietro la mascherina si è lasciato sfuggire un «è un momento speciale». Poi il saluto con il sindaco Marco Bucci, una rapida toccata di gomito per evitare la stretta di mano, anche se non sono mancate polemiche sugli assembramenti verso cui lo stesso premier si è mostrato sempre intransigente: i giornalisti presenti per documentare il momento si sono ritrovati troppo vicini dietro le transenne, e il numero di persone che hanno partecipato alla cerimonia è stato duramente criticato da più parti.

Video: la diretta dalla Valpolcevera

Ad accogliere ill premier e la ministra De Micheli, oltre al sindaco commissario Marco Bucci, c'erano anche il presidente della Regione, Giovanni Toti, il prefetto di Genova, Carmen Perrotta, l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, e quello di Salini Impregilo, Pietro Salini, e il presidente di PerGenova, Alberto Maestrini.

Nel momento in cui la campata è arrivata in posizione, le sirene delle navi in porto si sono messe a suonare (il video), un momento di raccoglimento cui si era assistito anche il 14 agosto del 2019, in occasione del primo anno dalla tragedia del crollo del ponte Morandi.

Conte: «Il cantiere è un simbolo per l'Italia intera»

«Lo Stato non ha mai abbandonato Genova. Lo abbiamo solennemente detto a poche ore dalla tragedia: ero già qui e abbiamo detto subito che Genova non sarebbe stata lasciata sola. Questa presenza è doverosa ma sono qui anche con grande piacere perché oggi suturiamo una ferita - ha detto il premier Giuseppe Conte - La suturazione della ferita di Genova giunge in un periodo di particolare emergenza: non avremmo mai pensato di affrontare un'emergenza del genere, sanitaria, economica, sociale. Con gli altri leader siamo tutti consapevoli che in Europa è la più grande tragedia, la più grande sfida che affrontiamo dal dopoguerra a oggi».

Conte ha definito il cantiere per la ricostruzione «un cantiere simbolo per l'Italia intera: è il cantiere dell'Italia che sa rialzarsi, che si rimbocca le maniche, non si lascia abbattere, non si lascia sopraffare», ha detto anche Conte. «Genova è un modello per l'Italia. E insegna che il più grande atto d'amore è impegnarsi a ripartire insieme», sottolinea. Da Genova si irradia «una luce che dà speranza all'Italia intera». 

Video | Conte a Genova: «È il cantiere dell'Italia che sa rialzarsi»

De Micheli: «Cambiare il mondo non è un'illusione»

A prendere la parola anche la ministra alle Infrastrutture De Micheli: «Siamo convinti che quella di cambiare il mondo non sia un'illusione. Vedere quest'opera quasi realizzata è un segnale straordinario che anche in questo tempo difficile possiamo ogni giorno continuare a cambiare il mondo». 

«Sono convinta che il primo dovere per noi sia garantire la sicurezza, e mio e nostro dovere sarà quello di impedire che accadano di nuovo queste cose, con il pensiero rivolto a quelle 43 persone che non ci sono più».

Il sindaco Bucci: «Pe Zena e pe San Zòrzo»

Il sindaco e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, ha voluto salutare il nuovo ponte in dialetto, con un antico motto di guerra genovese: "Pe Zena e pe San Zòrzo", "Per Genova e per San Giorgio". E ha voluto ricordare che «il ponte non e' finito. Oggi è una bella festa, in cui celebriamo il ricongiungimento della valle, questo nastro d'acciaio finalmente riunisce le due parti. Noi genovesi abbiamo nel cuore, nell'anima e nella mente il ricordo della giornata in cui il nastro che c'era prima è crollato. Dedichiamo questa giornata a quelle 43 vittime, ci ricorderemo di loro per sempre e lo faremo con un memoriale sotto il nuovo ponte. Uno spazio progettato assieme alle famiglie».

Conte incontra i residenti dell’ex Zona Rossa

Dopo la visita in cantiere e prima di tornare in Lombardia, il premier si è spostato in prefettura, dove insieme con la ministra De Micheli, al sindaco Marco Bucci e al governatore Giovanni Toti ha incontrato anche Antonio Lillo e Fabrizio Belotti, rappresentanti del comitato abitanti ai confini della zona rossa. 

«Siamo lieti dell'incontro col presidente - hanno detto al termine dell’incontro - e lo abbiamo ringraziato dell'impegno che quotidianamente svolge, portando all'attenzione l'importante opera del ponte ma sottolineando la necessita' di una riqualificazione del sottoponte e delle zone adiacenti. Conte ha preso atto e ci ha rassicurato sull'impegno del governo».

VIDEO | Nuovo Ponte, dopo 309 giorni su anche l'ultima campata

Ponte illuminato con il Tricolore

Lunedì sera i genovesi avevano già avuto modo di emozionarsi: nel buio della Valpolcevera, il nuovo ponte, un “vascello bianco che fende la vallata”, come l’ha descritto il suo architetto, Renzo Piano, si è illuminato nell’intero tracciato, 1.067 km, con il verde, il bianco e il rosso del Tricolore.

A salire in quota per ultimo è l’impalcato tra le pile 11 e 12: la campata, issata a circa 5 metri all’ora dagli strand jack installati sulle pile. Una volta posizionata, si potrà procedere con il getto per la soletta e poi con l’asfaltatura, finendo poi con la “vestizione”: la previsione del sindaco-commissario Marco Bucci è quella di inaugurare «a fine giugno, massimo inizio luglio». 

Proprio con l’inaugurazione, quando si spera che anche l’emergenza coronavirus sia rientrata, verrà organizzata una vera e propria cerimonia. 

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