Nuovo ponte ad Autostrade, e Toti attacca: «Dopo due anni ecco la giustizia Pd-M5s»

Il Mit avrebbe inviato una lettera al commissario Marco Bucci in cui, oltre a definire i dettagli sullo svolgimento del collaudo finale, si chiarisce che sarà, almeno per ora, l’attuale concessionario a gestire il viadotto

Il nuovo ponte di Genova andrà in gestione ad Autostrade per l’Italia. Il colpo di scena è arrivato in sordina, con una lettera che - stando a quanto riportato da indiscrezioni giornalistiche - sarebbe stata inviata lunedì al sindaco di Genova, e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci.

Secondo quanto trapelato sulla Stampa, il Mit avrebbe inviato una succinta lettera a Bucci in cui, oltre a definire i dettagli sullo svolgimento del collaudo finale, si chiarisce che sarà, almeno per ora, l’attuale concessionario a gestire il nuovo ponte progettato da Renzo Piano e costruito in poco più di un anno. E dunque Autostrade per l’Italia. 

La lettera porrebbe fine a una lunga serie di indiscrezioni legate proprio a chi avrebbe gestito il nuovo ponte, che negli auspici di Bucci dovrebbe essere inaugurato i primi giorni di agosto. Confermando indirettamente che, sino a quando Aspi resterà concessionaria (questione su cui si dibatte ormai dalla tragedia del 14 agosto 2018, che è costata la vita a 43 persone), gestirà anche il nuovo ponte sorto sulle macerie del Morandi.

Nelle scorse settimane, consapevoli del fatto che senza l’individuazione di un gestore il viadotto non avrebbe potuto aprire al traffico, si era parlato di una società formata ad hoc da Anas e amministrazioni locali, o ancora dell’affidamento allo stesso Bucci. Tutte ipotesi che si sono rivelate prive di fondamento, perché la soluzione scelta sembrerebbe essere anche quella che si prospettava inizialmente, e anche quella paradossalmente più semplice. Paradossalmente, perché Autostrade ha dovuto sborsare 290 milioni per realizzare il nuovo ponte, ma non ha potuto prendere parte ai lavori, condotti da un consorzio formato da Fincantieri, We Build e Italferr, perché esplicitamente estromessa dal decreto Genova. E su questo provvedimento si riunirà proprio oggi la Corte Costituzionale, chiamata in causa dal Tar del capoluogo ligure, per decidere sul ricorso che Aspi aveva presentato chiarendo che «non vogliamo in alcun modo rallentare i lavori di ricostruzione».

Se la Consulta dovesse dare ragione ad Aspi, la posizione del governo, anche nella trattativa sulla concessione, si complicherebbe ulteriormente, anche alla luce delle dichiarazioni arrivate nel corso del tempo dalla parte pentastellata a Roma, che aveva più volte ribadito l’intenzione di revocare le concessioni. Su quest’ultimo aspetto è entrato a gamba tesa il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che nei cinque anni, in scadenza, del suo mandato, si è ritrovato a gestire l’intero “affair ponte” insieme con Bucci. 

«Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5S-PD - scrive Toti - Io non dico nulla. Ma nulla di nulla. Aspetto solo il commento di: Travaglio, Pedullà, Salvatore, Di Maio, Lunardon, alcuni giornalisti che vorrebbero fare politica, insomma tutti coloro che in questi anni hanno pontificato per i loro amici. Perché a differenza loro, noi siamo amici solo dei liguri e vogliamo autostrade che funzionino e sicure. Ci interessa solo questo. Altri forse sono amici di altro... e altri. Sicuro non della verità. Forse perché la verità vi fa male: voi ridate il ponte ad Autostrade senza ottenere nulla. Noi continuiamo a lavorare per l’interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi... ma visti i risultati».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La ministra De Micheli ha poi confermato, mercoledì mattina, di avere inviato la lettera a Bucci: «Sì, sì, la lettera al sindaco Bucci l'ho firmata io - ha detto a Radio 24n - Ho mandato una lettera perché abbiamo avuto una riunione in cui Bucci ha chiesto quali dovessero essere i percorsi. La procedura collaudo, la consegna post inaugurazione va al concessionario. Ovviamente in questa fase il concessionario è Aspi e questa vicenda è soggetta a una fase, dopo questo percorso, sulla revoca della concessione e sulle manutenzioni. In questa fase questa è l'opzion, e ho firmato e inviato».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Accensione riscadamento 2020: a Genova i termosifoni si accendono dal 14 ottobre

  • Coronavirus: chiusi h24 e sale giochi in tutta la città, i provvedimenti per le zone "rosse"

  • Coronavirus, in arrivo la nuova ordinanza per Genova

  • Covid: i confini delle nuove "zone rosse" di Genova, strada per strada, e cosa è vietato fare

  • Coronavirus e ipotesi lockdown, Bassetti: «Coprifuoco opportuno per Genova, Milano e Roma»

  • Coronavirus: in arrivo un nuovo Dpcm, sembra escluso il 'coprifuoco'

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
GenovaToday è in caricamento