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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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Il vino fa male? Scontro tra Matteo Bassetti, Antonella Viola e Gianni Testino

Anche il genovese Testino, presidente nazionale della Società Italiana di Alcologia, si schiera con Antonella Viola: "È inaccettabile questa polemica tra virologi: non possiamo invocare l’evidenza scientifica a fasi alterne"

È scontro tra due genovesi - Matteo Bassetti e Gianni Testino - e Antonella Viola sugli effetti nocivi del vino. La polemica si è accesa commentando la normativa inglese che equipara l'alcol al tabacco e chiede l'inserimento di etichette sui danni per la salute sulle bottiglie, anche quelle di vino. Viola, immunologa docente dell'Università di Padova, ha detto che "chi beve ha il cervello più piccolo" e che l'unica dose sicura di alcol è zero, evidenziando il rischio di cancro (soprattutto al colon e al seno) nonché quello dell'accumulo di grassi ed epatite a cui è esposto chi assume questa sostanza.

Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive del San Martino di Genova, ha replicato sui social postando una sua foto mentre regge un calice di rosso, volutamente ironico, per sdrammatizzare: "Antonella Viola ha detto che il vino rimpicciolisce il cervello ed è paragonabile all’amianto per i suoi danni. Si è definita astemia anche se si concede un calice solo nei ristoranti stellati. Ha raggiunto livelli di scienza elevatissimi. Inarrivabili per chi ama il vino. Cin Cin!". 

Nel dibattito si inserisce anche un altro genovese, Gianni Testino, presidente nazionale della Società Italiana di Alcologia. "Dopo l’iniziativa dell’Irlanda è esplosa una irresponsabile protesta da parte di produttori e politici di ogni colore. È normale, l’economia viene prima della salute, ma è inaccettabile questa polemica tra virologi: non possiamo invocare l’evidenza scientifica a fasi alterne. La scienza dice che i vaccini sono utili ed indispensabili per combattere il covid-19 e dice anche che l’etanolo, sostanza psicoattiva alla base di vino, birra e superalcolici, è inserito nel Gruppo 1 dei cancerogeni. In questo gruppo le sostanze/molecole citate sono 120 ed hanno un 'rapporto causale certo con il cancro'. In questo gruppo sono presenti, per esempio, il fumo di sigaretta e l’amianto. L’etanolo provoca più tumori dell’inquinamento, ma l’inquinamento non lo possiamo evitare, l’etanolo invece sì".

Testino, a nome della Società italiana di alcologia, in una nota chiede che anche i "produttori indichino sulle etichette la quantità di acetaldeide libera che è più o meno presente in tutte le bevande alcoliche. Più ce n’è e più il prodotto è cancerogeno”.

È bene anche “smetterla di associare il consumo di etanolo al benessere di alcuni organi come il cuore – tiene a precisare Testino -. Non dà alcun beneficio, ma con gli stessi dosaggi favorisce il cancro e altre duecento patologie differenti. Questa non è censura, non è proibizionismo come dice qualcuno ma è semplice e dovuta informazione su un prodotto che è consumato da milioni di persone". Per questi motivi "abbiamo il dovere - chiosa - di ridurne il più possibile il consumo, non proibendone la vendita, ma attraverso l’informazione. Questo messaggio, inserito in una cornice più ampia di educazione a corretti stili di vita, deve essere conosciuto già dai bambini e in tal modo le nuove generazioni cresceranno nella consapevolezza".

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