Domenica, 17 Ottobre 2021
Attualità

Piste ciclabili, nel mirino quella di via Fiume. Gli autisti Amt a confronto col Comune

Il sindacato Orsa ha incontrato l’assessore ai Trasporti, Matteo Campora, per discutere della “convivenza” tra autobus e mezzi di micromobilità

Dopo il “caso corso Torino”, tocca adesso alla pista ciclabile di via Fiume finire nel mirino delle polemiche per la tracciatura ritenuta pericolosa. A sollevare la questione, oltre ad alcuni cittadini e associazioni che si occupano di mobilità sostenibile, sono stati anche gli autisti Amt, con il sindacato Orsa Tpl che si è fatto portavoce di una serie di perplessità che riguardano l’intero “piano ciclabili” del Comune.

Il sindacato, che in mattinata ha partecipato a un incontro con l’assessore ai Trasporti, Matteo Campora, e i vertici Amt, ha chiesto un tavolo politico a livello nazionale per individuare le norme generali da applicare alle piste ciclabili e alla circolazione di mezzi come monopattini e biciclette in città. E ha chiesto poi di condividere il regolamento in modo uniforme in tutte le regioni, in modo da consentire anche agli altri “attori” della strada di adeguarsi a quella che sembra ormai una rivoluzione ben avviata del traffico urbano.

A livello locale la richiesta è invece quella di studiare il tracciato ciclabile tenendo conto delle strade in cui verrà inserito, in modo che lo sviluppo di «infrastrutturalmente e normativamente armonico con il tessuto urbano. Riteniamo doveroso istituire un gruppo di lavoro formato non solo dai tecnici del Comune e dell’Amt - fanno sapere da Orsa - ma anche da alcuni tra i migliori e più esperti autisti attivi tutti i giorni sulle strade cittadine, che li possano affiancare nella progettazione dei percorsi ciclabili, così da superare eventuali criticità sul nascere ed evitare correzioni in corsa».

Come nel caso, appunto, di corso Torino, dove la ciclabile è stata tracciata nel mezzo del controviale in direzione mare e dove è stata prontamente cancellata, o come in via Fiume, dove la vicinanza con la corsia degli autobus all’altezza della svolta con via XX Settembre preoccupa: «Chiediamo l’applicazione della cosiddetta casa avanzata, zona prevista dal Decreto 2019, che si pone davanti alla linea di arresto negli incroci semaforici e che obbliga i ciclisti a fermarsi davanti ai mezzi (non di lato), permettendo loro la partenza anticipata, così da non intralciare la manovra dei bus che si troverebbero così nella svolta liberi da ogni ostacolo».

Orsa è tornata a parlare anche di corso Italia, dove la pista ciclabile ha scatenato una bufera di polemiche per le ripercussioni sul traffico soprattutto nel periodo natalizio: «Abbiamo ribadito la necessità di modificare alcuni tracciati ciclabili in città, l’assessore Campora ci ha ribadito che sarà modificata attuando una serie di lavori strutturali - conclude Orsa - Rimaniamo in attesa di sviluppi ed estremamente collaborativi nel cercare soluzioni condivise che mettano al primo posto la sicurezza di chi percorre le nostre strade, iniziando proprio dai Tranvieri che, già gravati di parecchie responsabilità, non hanno bisogno di ulteriori condizioni di stress».

«Inoltre i conducenti dei mezzi pesanti sono sottoposti a regole estremamente rigide e in caso di sinistro accidentale sono sottoposti a pene severe, per questo abbiamo chiesto che venga applicata la norma contenuta nel Decreto del 2019, che prevede da parte di chi è alla guida di questi nuovi veicoli elettrici, la necessità di essere in possesso di regolare patente di guida e in caso di minorenni di avere la patente AM, così da responsabilizzare i conducenti al rispetto del Codice della Strada».

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