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Portofino, il 'parco francobollo' della Regione non piace a opposizione e Legambiente

Il perimetro della nuova area protetta proposta dalla Regione la renderebbe la più piccola d'Italia, del suo territorio farebbero parte gli stessi tre Comuni che sono nell'attuale parco regionale. L'opposizione e Legambiente chiedono di rivedere il progetto e includere i Comuni che hanno chiesto di far parte del nuovo parco

L'8 febbraio 2022 Regione Liguria ha definito la propria proposta per i nuovi confini del parco nazionale di Portofino, arrivata dopo un tavolo di confronto con gli enti locali interessanti. La nuova proposta prevede che il parco nazionale riunisca sotto la sua tutela sia l'area marina protetta, che raddoppierebbe la sua superficie, che quella terrestre, ampliata del 50%.

Una soluzione che però si discosta molto dalla perimetrazione provvisoria indicata con decreto dal Ministero della Transizione Ecologica, emanato a seguito di una sentenza del Tar Lazio che imponeva di istituire il parco nazionale, come indicato nella legge di bilancio del 2017.

La proposta ministeriale ampliava i confini dell'area protetta al territorio di 11 comuni del golfo Paradiso e Tigullio, ma la nuova perimetrazione era stata bocciata dalla Regione e giudicata un'indebita invasione governativa delle competenze locali.

I ricorsi presentati da Regione Liguria e dal Comune di Santa Margherita contro il decreto ministeriale hanno spinto i soggetti interessati a trovare una nuova intesa sul perimetro dell'area protetta. Un primo confronto con i Comuni coinvolti, cui aveva partecipato anche Anci Liguria e le associazioni ambientaliste, avevano portato ad una controproposta per un parco nazionale esteso al territorio di 7 comuni costieri.

L'ultima proposta delle Regione, però, ha deciso di restringere ulteriormente i confini del nuovo parco agli stessi 3 comuni - Camogli, Santa Margherita e Portofino - che fanno parte dell'attuale area protetta regionale. L'opposizione ha lamentato la mancanza di trasparenza nelle decisioni della giunta Toti che non avrebbe nemmeno accolto gli appelli di quei Comuni che hanno manifestato l'interesse a far parte del nuovo parco nazionale.

Nemmeno la riunione del 17 febbraio 2022 della IV commissione ambiente della Regione ha fatto chiarezza su progetto. Selena Candia, esponente della Lista Sansa, ha commentato così l'assenza di spiegazione da parte di Giovanni Toti e dell'assessore Piana:

"Non si riesce a capire come mai la Regione abbia preso la decisione di questo parco francobollo, formato da tre Comuni, che andrebbe ad allargare di poco i confini dell'attuale Parco Regionale La prima proposta del ministro Cingolani, di un parco allargato a 11 Comuni, era stata bocciata dalla Regione, perché ritenuta un'imposizione calata dall'alto che non ascoltava i Comuni. Oggi, dopo 4 mesi di percorso d'ascolto sui territori, guidato da Anci, si è arrivati alla proposta di un Parco allargato ai 7 Comuni che vorrebbero far parte del nuovo ente, ma la Regione ignora questa istanza territoriale continuando a tirar dritto verso il mini parco a tre Comuni”.

Sulla quesitone è intervenuto anche il capogruppo Ferruccio Sansa, che ha sottolineato la necessità di valutare meglio la vicenda, guardano agli interessi complessivi del territorio:

“Questo potrebbe essere un parco unico nel Mediterraneo, un'occasione irripetibile di tutela, turismo e lavoro. Immaginatevi di guardare la Liguria dal monte di Portofino: a est i parchi delle Cinque Terre e in fondo quello di Monte Marcello e del Magra, a sud il mare del Santuario dei cetacei, intorno a voi la macchia mediterranea del promontorio e alle spalle le montagne e le valli del nostro entroterra”.

Sansa ha poi aggiunto:

“A questa prospettiva la Regione di Toti e della Lega preferisce quella di un parco bonsai, il più piccolo d'Italia, per la felicità di chi vuole continuare a costruire e dei cacciatori. Chiediamo da subito che venga riaperto il dibattito e che almeno i Comuni che abbiano espresso di voler far parte del Parco, possano rientrarci".

A seguito della riunione della commissione ambiente, sulla perimetrazione del nuovo parco nazionale sono intervenuti, con un cominicato congiunto, Legambiente Liguria, Federparchi Liguria e il coordinamento per il parco di Portofino:

"La soluzione che coinvolgerebbe sette comuni portando la superficie a 2941 ettari, più l'ampliamento della area marina protetta arrivando a 1079 ettari, vedrebbe un parco di 4021 ettari complessivi, comunque il più piccolo parco nazionale d'Italia, ma che giustificherebbe l'investimento economico previsto dallo Stato per l'avvio di un Parco Nazionale. A valle della commissione odierna ci aspettiamo adesso un segnale dalla Regione e dal Ministero affinché sia raccolto il consenso espresso dai territori e si possa finalmente procedere e partire con la perimetrazione a sette".

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