Domenica, 19 Settembre 2021
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Musicoterapia per aiutare i bimbi ricoverati: al Gaslini il progetto sperimentale

L’ospedale pediatrico genovese collabora con l’associazione EchoArt per cercare di rendere meno pesante la permanenza dei bambini in reparto

La musica per aiutare i bambini ad alleggerire i tempi del ricovero in ospedale, e cercare di distrarli e intrattenerli. Il progetto sperimentale parte al Gaslini, che ha siglato una collaborazione con l’associazione EchoArt incentrato sulla musicoterapia.

Il progetto è stato selezionato dalla Fondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, è biennale ed è differenziato a seconda delle fasce d’età: 0-6 anni, 7-11 e 12-18 anni. Gli specialisti delle diverse discipline si propongono come supporto allo staff sanitario, nell’affrontare i punti di fragilità dei percorsi di accettazione e di contrasto alla malattia e alle disabilità per i piccoli pazienti e per il nucleo familiare interessato.

La fase iniziale di questo lavoro biennale sulla comunità di piccoli pazienti e via via sulle famiglie e sulla società (dalle scuole ai quartieri sino all’online che permette di arrivare ad un bacino di utenti potenzialmente illimitato) è già partita e propone anche agli operatori sanitari da febbraio una formazione mirata con crediti. 

«Questa prima fase ha trovato l’attenzione immediata dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova - spiega l’ideatore del progetto Davide Ferrari dell’Associazione Echo Art- ed è essenzialmente di formazione individuando nella musicoterapia, nell’arteterapia e nella psicomotricità proposta da specialisti, elementi complementari e quindi di supporto ai processi di cura ospedalieri».

«Lo stimolo sonoro musicale è capace di attivare più aree cerebrali distinte tra loro, la musica può portare innumerevoli benefici all’essere umano sia spirituali che fisici, può aiutarlo ad esprimere le sue emozioni - ha detto Renato Botti, direttore generale dell’Istituto Giannina Gaslini - Accogliamo quindi con entusiasmo e ringraziamo l’associazione Echo Art per aver intrapreso questa nuova forma di sostegno ai pazienti e alle famiglie: la possibilità di integrare discipline complementari alla terapia del bambino ospedalizzato ci consentirà di migliorare la risposta terapeutica dei nostri piccoli pazienti alla malattia e ai tanti fenomeni ad essa correlati» .

«Gli interventi - ha concluso Ferrari - intendono impattare sulla dimensione emotiva, fisica, cognitiva, espressivo-motoria, sociale dei soggetti bisognosi di cure e del loro contesto relazionale. Il corpo docenti include musicoterapeuti, arteterapeuti, psicomotricisti, clinici, psicologi dall’esperienza ultradecennale di attività in ambito preventivo, riabilitativo e terapeutico e di formazione in ambito universitario e specialistico». 

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