Dpcm coronavirus, prevale la linea moderata. Toti: «Applicato il modello Liguria»

Il presidente della Regione si dice soddisfatto dell'approvazione di norme concordate con i colleghi di tutta Italia e basate, spiega, su quanto fatto in Liguria

Alla fine ha prevalso la linea moderata: nessun coprifuoco generalizzato, nessuna chiusura indiscriminata, nessun intervento radicale, ma un appello ripetuto a “collaborare, collaborare, collaborare”.

Il nuovo e tanto atteso (quanto chiacchierato) dpcm anti coronavirus, illustrato in conferenza stampa unificata domenica sera dal premier Giuseppe Conte, contiene sì una serie di ulteriori misure ulteriormente, ma meno radicali di quanto temeva soprattutto il mondo economico. Provvedimenti mirati a contenere il contagio senza influire troppo pesantemente sull’economia del paese, stabiliti in accordo con le Regioni, che il governo spera siano sufficienti a contenere il contagio e a escludere un nuovo lockdown generalizzato.

Le norme entrano in vigore da lunedì 19 ottobre:«Siamo contenti di vedere che molte delle proposte delle Regioni sono state accolte - ha detto il governatore ligure Giovanni Toti - Il nuovo decreto applica di fatto il Modello Liguria, ossia quello di intervenire con regole elastiche per tutto il Paese e con interventi mirati dove serve davvero». 

Bar e ristoranti

Il nuovo dpcm dà ai sindaci la facoltà di chiudere strade e piazze alle 21, in base alle esigenze del territorio, proprio come accaduto alla Spezia prima e a Genova poi, e dispone la chiusura dei locali e dei ristoranti alle 24, con l’obbligo di consumare solo al tavolo a partire dalle 18: chi non ha a disposizione posti a sedere potrà effettuare solo servizio da asporto.

Sport, piscine e palestre

Sul fronte sport, stop agli sport di contatto e a quelli a livello dilettantistico. Sono consentiti solo gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano para olimpico (CIP): per tali eventi e competizioni è consentita la presenza di pubblico per un 15% rispetto alla capienza totale e non oltre 1000 spettatori per manifestazioni all'aperto e di 200 se la chiuso. 

Restano necessari la prenotazione e l’assegnazione preventiva del posto a sedere, adeguati volumi e ricambi d’aria, il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente sia lateralmente, obbligo di misurazione della temperatura all'accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie, nel rispetto dei protocolli anti contagio adottati.

L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza assembramenti, in conformità con le linee guida emanate dall'ufficio per lo sport. Per ora insomma palestre e piscine restano aperte, ma avranno sette giorni di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza: in caso contrario scatterà la chiusura.

Scuole e trasporti

Sul fronte scuola, le lezioni restano in presenza, ma per le classi superiori verranno favorite modalità flessibili con ingresso degli alunni dalle 9 in poi. Queste norme entrano in vigore da mercoledì 21 ottobre. Su quello dei trasporti, invece, domina la linea dell’incentivare lo smart-working e aumentare la quota dal 50 al 75%.

Nessuna riduzione della quota di riempimento dei mezzi, dunque, che resta all'80%, ma la possibilità di usare bus turistici per potenziare i trasporti, lo scaglionamento degli ingressi giornalieri per Superiori e Università, più controllo sulle banchine delle metropolitane per agevolare i flussi di salita e discesa. 

«Un tentativo per scaglionare le entrate, vedremo se sarà sufficiente - è il commento di Toti - fermo restando che qualcosa di più si poteva fare per la didattica a distanza a rotazione, che resta secondo noi l’arma migliore e allo stesso tempo meno invasiva per alleggerire l’affollamento sui mezzi pubblici. Quelle che abbiamo studiato oggi con le altre Regioni sono misure di buonsenso, che puntano anzitutto a tutelare la salute dei cittadini visto il nuovo aumento dei contagi, ma allo stesso tempo cercano di non danneggiare eccessivamente la nostra economia, che non può reggere un nuovo lockdown». 

Sagre e fiere

Il nuovo dpcm stabilisce la sospensione di fiere e sagre locali ad esclusione delle manifestazioni fieristiche di livello nazionale e internazionale.

«Ora dal Governo ci aspettiamo risorse per ristorare in fretta le attività che subiranno comunque un contraccolpo e che devono poter sopravvivere a questo nuovo “stop”, seppur parziale», ha concluso Toti, lanciando poi un appello alla collaborazione: «A tutti chiediamo il massimo impegno nel rispettare queste nuove regole, con rigore ma senza lasciarsi prendere dal panico, perché ancora una volta l’esito di questa battaglia dipende da tutti noi»

«La circolazione del virus in Liguria è importante in questa fase autunnale: siamo partiti alti ma stiamo crescendo meno di altre regioni - ha quindi chiarito il presidente della Regione commentando i dati di domenica  segno che le misure prese aiutano a contenere la diffusione del contagio. Nell'ospedale San Martino di Genova sono aumentati i posti letto covid, seguiranno nei prossimi giorni anche Galliera e villa scassi mentre nelle altre province non abbiamo esigenze di aumento dei posti. Nello spezzino non c'è alcuna ripresa del cluster, come potrebbe sembrare dall'aumento dei positivi di oggi che però è influenzato dai dati di diversi tamponi in ritardo di tre giorni precedenti: c'è una crescita ma è commisurata alla media regionale».

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