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Strage di multe con semafori T-Red, il Comune: «Valutiamo l’installazione di countdown»

L’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale risponde alle critiche circa il numero di sanzioni emesse e le motivazioni

Sono state 46.000 le multe staccate da luglio 2019 a novembre 2020 per infrazioni rilevate dai semafori T-Red.

La genesi del dispositivo è ormai nota: i T-Red, i semafori con le telecamere, vengono posizionati per prevenire principalmente il passaggio dei veicoli con il rosso. Le telecamere, però, immortalano anche il superamento della linea di fermata e la cosiddetta “canalizzazione”, ovvero il cambio di corsia. E proprio su questo si sono concentrate le interrogazioni di due consiglieri, Carmelo Cassibba (Vince Genova) e Alessandro Terrile (Pd). E se Cassibba, preoccupato soprattutto per i mezzi di Amt e delle partecipare Amiu e Aster, ha chiesto di prendere in considerazione l’ipotesi di installare i “countdown", i contasecondi ai semafori per scremare le infrazioni - e separare cioè chi brucia il rosso da chi, per esempio, supera la linea della fermata o cambia corsia - Terrile ha invece attaccato la giunta Bucci accusandola di fare cassa e snocciolando una serie di numeri.

«Nei mesi di settembre e ottobre sono state oltre 23.000 le sanzioni staccate, che vuol dire 392 sanzioni al giorno per un totale, arrotondato per difetto, di 1.600.000 euro di sanzioni e di 66.840 punti decurtati - ha detto Terrile - è evidente che se lo scopo è la prevenzione, non funziona. Se ogni giorno 392 automobilisti vengono sanzionati vuol dire c’è qualcosa che non funziona, anche perché il 62% riguarda il cambio di corsia, che spesso è frutto di auto in divieto di sosta o in seconda fila o del passaggio di ambulanze»,

L’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale, Giorgio Viale, ha però aggiustato il tiro in termini di numeri, definendo quelli di Terrile «provenienti da non si sa quali fonti», e ha chiarito che da luglio 2019 a novembre 2020 sono state 46.000 le sanzioni elevante, di cui 10.000 per il mancato rispetto della linea di fermata, 17.000 per passaggio con il rosso e bene 19.500 per il cambio di corsia. 

«È un tema spinoso - ha detto Viale - se viene messa una telecamera e c’è il controllo degli operatori devono essere rilevate tutte le sanzioni, qualora si decidesse di non farlo si prefigurerebbe il reato di omissione di atti d’ufficio, e in caso di incidenti mortali ci sarebbero gravi conseguenze. Uno degli aspetti più spiacevoli di una tecnologia fatta per individuare una percentuale minoritaria che se ne frega del rosso è che incide su tantissimi cittadini che commettono infrazioni minime, ma questo è un aspetto che riguarda il Codice della Strada».

Viale ha quindi anticipato che il suo assessorato e quello della Mobilità prenderanno però in considerazione l’ipotesi di inserire sistemi di countdown (di cui si era già discusso a luglio), e che si occuperanno di creare segnaletica specifica in modo da avvertire debitamente gli automoblisti.

«I T-Red vengono installati sulla base di studi sull’incidentalità - ha concluso Viale - non agiamo per far cassa, ma per evitare incidenti dei quali Genova resta maglia nera in Italia. Avvieremo certamente un tavolo con gli operatori per cercare di ovviare a questo problema e avvertire i cittadini».

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