Lunedì, 20 Settembre 2021
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Molassana, Tursi punta a far rinascere l'ex Cinema Nazionale: "Epicentro di una proposta culturale"

Il destino dello stabile che si affaccia su piazza dell'Olmo è stato al centro di un'assemblea cui hanno preso parte l'assessore Piciocchi, il Municipio e le associazioni attive sul territorio

L’ex Cinema Nazionale di Molassana, negli anni ’50 fiore all’occhiello del patrimonio culturale genovese (tanto da essere inserito tra i luoghi attenzionati dal Fai), potrebbe rinascere dopo oltre 50 anni di abbandono e un incendio che, nel marzo 2021, lo ha ulteriormente devastato.

Il progetto è stato annunciato nel corso di un’assemblea cui ha partecipato l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Genova, Pietro Piciocchi, che si è confrontato con Municipio e associazioni per capire in che modo restituirlo alla città con una nuova vocazione.

L’obiettivo è trasformarlo in un centro culturale, come spiegato dallo stesso Piciocchi: “Vogliamo acquisirlo al patrimonio del Comune per avviare, insieme alle associazioni dei cittadini e al Municipio, un ambizioso progetto di recupero. Si tratta di un immobile abbandonato da oltre cinquant'anni che potrebbe diventare l'epicentro di una proposta culturale dell'alta Val Bisagno - ha sottolineato - Sto trattando con la proprietà e sono estremamente confidente che presto ci potranno essere novità molto positive”.

Ancora non sono chiari i tempi e i modi di realizzazione, ma il primo passo sarà dunque quello di acquisire l’immobile dai privati e trasformarlo in bene pubblico.

La storia dell’ex Cinema Nazionale di Molassana

Come spiega il Fondo Ambiente Italiano, l’ex Cinema Nazionale venne costruito nel 1937 in località Olmo per volontà della famiglia Finello.

Progettato dall’ingegnere Ravera, in origine fu denominato “Savoia” ed è stato il primo cinema a nascere nella vallata. Con la sua facciata monumentale arricchita da pregiate balaustre e modanature, si presentava come un grande salotto della Genova “bene”, per poi diventare col tempo il centro di ritrovo dei più giovani che qui passavano interi pomeriggi con amici. Il suo interno presenta un seminterrato adibito a deposito, un piano terra con foyer per ospitare gli spettatori durante i tempi morti, la suggestiva sala con platea, comodi seggiolini in legno seppur scricchiolanti e ovviamente lui: il palcoscenico. Successivamente al piano superiore fu realizzata una palestra e la sede “Opera Nazionale Balilla”.

“Come tutte le belle storie, ha anche una fine - si legge usl sito del Fai - E quella del Cinema Teatro Nazione porta la data degli anni ’70, quando si era deciso di chiuderlo provvisoriamente. Il cinema però non è mai stato riaperto e versa in condizioni precarie, vedendolo protagonista pochi anni fa di un grave incendio sviluppatosi al suo interno”.

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