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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Conferenza Nazionale delle Dipendenze dopo 12 anni, ministra Dadone: "Un lungo periodo di silenzio intollerabile"

L'evento ospitato a Palazzo Ducale

Aperta a Genova la sesta Conferenza Nazionale delle Dipendenze dal tema "Oltre le fragilità": l'appuntamento era stato confermato nei mesi scorsi dalla ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone che aveva annunciato l'evento proprio a Genova, a 12 anni dalla precedente edizione ospitata a Trieste.

E proprio la ministra è intervenuta sabato in mattinata a Palazo Ducale, in apertura: "Oggi approdiamo qui a Genova dopo un confronto fitto con i rappresentanti dei Ministeri, delle Regioni, del privato sociale, del servizio pubblico, delle forze di polizia, degli organismi di intelligence ma anche di organismi internazionali. Ricominciamo qui da Genova, 20 anni dopo la terza conferenza in cui fu protagonista don Gallo che spronò tutti invitando a 'pensare alla grande'".

Dadone: "Un periodo estremamente lungo di silenzio intollerabile"

Dodici anni sono passati dalla precedente edizione della conferenza: "È un periodo estremante lungo di silenzio intollerabile - ha detto poi la ministra Dadone -. Vorrei che da Genova ripartissero dei processi, che diano origine poi a un cambiamento organico, inclusivo, senza steccati ideologici, senza un dualismo preconcettuale: affrontiamo tutti insieme degli allarmi che sono diffusi. Non focalizziamoci solo su quelle che sono le nostre convinzioni. Guardiamo ai dati, la relazione annuale dice chiaramente che soprattutto i ragazzi sono molto attenti a procurarsi le nuove sostanze psicoattive".

Anche questo, ha aggiunto, "deve spingere non solo i rappresentanti dello Stato ma tutti coloro che si occupano del fenomeno a domandarsi che cosa spinge i ragazzi a colmare tale vuoto. Bisogna dunque intervenire prima. E dobbiamo lavorare tutti insieme: Governo, Parlamento, Europa, territori, associazioni e comunità e spero che alla fine di questa Conferenza, grazie al documento che si produrrà, non soltanto ci sarà il piano di azione che a livello governativo dovremo adottare ma ci sarà anche una discussione importante in termini legislativi per aggiornare quello che è il Testo Unico del '90".

Orlando: "La Germania legalizza la cannabis, pensiamoci"

È intervenuto anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando, che - parlando dell'annunciata legalizzazione della cannabis in Germania - ha detto: "Nel momento in cui una parte non proprio irrilevante e un alleato non proprio trascurabile dell'Italia, la Germania, sembra cambiare profondamente linea su questo fronte, credo sia inevitabile che qualche riflessione si faccia anche nel nostro paese".

"È una scelta che l'Italia dovrebbe valutare ma bisogna riuscire a raggiungere la maggioranza al Parlamento, è questo il punto delicato" ha risposto la ministra Dadone, mentre è già arrivata l'opinione contraria di un'altra ministra, Maria Stella Gelmini, e del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

Sul tema è intervenuto anche don Ciotti: "Credo che il tema della legalizzazione della cannabis meriti un tavolo serio, lontano da ideologie e moralismi, per chiedersi cosa è meglio fare, non dimenticandoci che il nostro paese ha già il gioco d'azzardo e le sigarette, siamo pieni di ambiguità".

Lamorgese: "La droga un grande problema di educazione alla vita e ai suoi valori"

Per la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese - che ha parlato in un videomessaggio trasmesso a Genova - il fenomeno delle droghe è "un grande problema di educazione alla vita e ai suoi valori, da ogni punto di vista. Ne avremo definitivamente ragione solo quando si comprenderà fino in fondo la distruttività delle droghe e se ne abbatterà la loro nefasta capacità seduttiva".

Secondo Lamorgese "occorre lavorare insieme secondo una logica inclusiva che favorisca il pieno coordinamento di tutte le componenti istituzionali e sociali coinvolte".

Fedriga: "Non possiamo proporre ai giovani modelli che raccontano quanto è bello drogarsi"

"Oggi parliamo come istituzioni, ma non bastano le istituzioni. Quando si affronta il modello sociale che vogliamo proporre ai nostri giovani, io penso a quello che fanno i mezzi di comunicazione. E scusate se sono così schietto, ma quando si propongono dei modelli che sono magari punto di riferimento dei nostri giovani che ci raccontano 'quanto è bello utilizzare la droga', che lo fanno abitualmente, non penso che sia un messaggio positivo da lanciare ai nostri giovani". Così Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni nel suo intervento.

Il modello sociale da proporre ai nostri futuri cittadini, secondo Fedriga, deve guardare "al bene collettivo. Il concetto che dobbiamo ripercorrere e riprendere è quello del bene comune". Sulla Conferenza in corso, Fedriga ha parlato di una importante iniziativa "che ha deciso di coinvolgere anche i territori, in questo caso le Regione e le Province autonome", e questo è "un importante segnale" anche in considerazione del "lavoro quotidiano che dobbiamo fare insieme per il contrasto alle dipendenze e all'utilizzo di sostanze stupefacenti".

"Non è scontato il risultato che otterremo - ha poi continuato Fedriga -, è importante sottolineare che non basta una buona prevenzione, una buona organizzazione, che è necessario migliorare, non basta una alleanza tra istituzioni, che è comunque fondamentale; penso che dobbiamo porci con realismo e trasparenza di fronte al modello sociale che abbiamo imposto alle generazioni, un modello sociale dove il fallimento, il sacrificio viene escluso. E se noi ai ragazzi diciamo che non esistono, il risultato è l'isolamento, l'individualismo e il ricorso magari a sostanze perché non si accetta quello che fa parte della vita, tra cui la sofferenza. Superare le difficoltà fa parte della vita, cosi come fallire".

Toti: "Una battaglia che si vince tutti insieme"

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, ha aggiunto: “Come il Covid ci ha insegnato che si tratta di una battaglia che si vince tutti insieme, e non solo di una sfida individuale, allo stesso modo le dipendenze non possono essere lasciate in capo al singolo individuo, ma devono essere una battaglia collettiva a cui le Istituzioni sanno dare risposte, perché il diritto di scegliere la propria vita non sia solo una libertà dei più forti, ma anche dei più fragili che grazie a eventi come questa Conferenza possono essere aiutati a fare la scelta giusta. Ringrazio il ministro Dadone per aver scelto Genova e la Liguria per un appuntamento che il Paese aspettava da tempo - ha detto Toti - Sono orgoglioso che abbiate scelto il nostro capoluogo per questo evento, una città Genova e una comunità che è diventata simbolo di quella resilienza e di quella capacità di rialzarsi dalle brutte avventure. Nel nostro caso fu la tragedia del ponte Morandi. La capacità di rialzarsi da un terribile evento collettivo deve essere anche la capacità di rimettersi in piedi da molte avventure individuali”.

E a proposito della pandemia Toti conclude: “Sono contento che questa iniziativa avvenga mentre il Covid molla un po’ la presa, grazie a una campagna vaccinale imponente che ci ha in qualche modo aiutato anche in questa quarta ondata, e che ha chiamato il nostro sistema sanitario e tutte le nostre Istituzioni a concentrarsi su una battaglia che è stata quella della sconfitta del Covid che ha in qualche modo, purtroppo, lasciato indietro qualche pezzo di società che ha bisogno del nostro aiuto. Dal Covid abbiamo imparato che si vince tutti insieme e non da soli. Che la possibilità di vaccinarsi tutti insieme e di rispettare le regole tutti insieme, oltre alla collaborazione tra diversi livelli di governo, sono una battaglia di sistema e una sfida collettiva. Allo stesso modo in cui vanno affrontate le dipendenze che non possono essere lasciate alla sfida del singolo individuo. E grazie a eventi come questi tutte le persone, anche le più fragili, possono essere aiutate a fare la scelta giusta”.

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