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Microcosmo: un'azienda genovese manda il basilico su Marte

Il gruppo Fos, fondato nel 1999 da Enrico Botte, 42 anni, e Matteo Pedrelli, 50 anni, ha brevettato un ecosistema artificiale in grado di ospitare coltivazioni anche in ambienti estremi come lo spazio

Potrebbe esserci anche un pezzo di Genova su Marte nei prossimi viaggi spaziali: al primo “Joint AgroSpace”, il programma di ricerca spaziale per lo sviluppo di ecosistemi artificiali a supporto di missioni a lungo termine e voli su Marte che si tiene a Roma dal 16 al 18 maggio presso il Cnr, partecipa infatti anche il gruppo genovese Fos, firma dietro un ecosistema artificiale che permette la coltivazione di piante come olivo, patata, pomodoro, lattuga e basilico in ambienti chiusi e in ambienti estremi come deserti, aree polari e, appunto, lo spazio. Il tutto utilizzando la comune terra.

Uno scenario che ricorda molto da vicino il romanzo sci-fi best-seller "The Martian", e che nella realtà è stato ribattezzato “Microcosmo” e vviluppato in collaborazione con l’agenzia nazionale per la ricerca Enea, uno dei 4 centri su cui conta il gruppo Fos,  fondato nel 1999 a Genova da Enrico Botte, 42 anni, e Matteo Pedrelli, 50 anni, e specializzato in ricerca, technology transfer e information technology. E proprio dal centro Enea hanno spiegato che Microcosmo si distingue dalle serre e dalle comuni camere di crescita principalmente per l’architettura “a doppio stadio”, cioè con due camere indipendenti: una ipogea (destinata all’allevamento dell’apparato radicale e della rizosfera della pianta), e una camera epigea (destinata all'allevamento della parte aerea e della fillosfera della pianta). Il sistema di luci a Led, inoltre, fornisce alle piante un’illuminazione di precisione che ne stimola i processi di crescita.

I primi test - neanche a dirlo - sono stati effettuati su piantine di basilico, che hanno evidenziato sostanziali differenze di crescita a seconda delle condizioni: alcune sono state fatte crescere in laboratorio, in vasetto, altre in un microcosmo sotto luce bianca e altre in un microcosmo sotto luci di precisione led blu e rosse. A un mese di distanza, quelle nel microcosmo bianco sono cresciute di più, ma quelle sottoposte alle luci di precisione hanno sviluppato maggiore massa, più clorofilla e hanno iniziato il ciclo riproduttivo.

A oggi Microcosmo è stato brevettato dal Gruppo Fos e da Enea, ed è al centro del progetto di ricerca e sviluppo Isaac, finanziato con 5 milioni di euro dal Ministero dell’Economia nell’ambito del PON SUD 2016. 

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