Da via San Luca a Cuochi d'Italia, l'appello di Marilia: «Genovesi, venite e riprendervi i caruggi»

La giovane cuoca di origini portoghesi ha portato la sua cucina e l'amore per Genova alla corte di Bruno Barbieri. Approfittandone per invitare tutti a fare squadra per rilanciare una zona tanto bella quanto complicata

Marilia Oliveira nel suo Boteco

Foulard rosso fuoco annodato sui capelli per tenerli a bada mentre prepara i suoi manicaretti, sorriso smagliante e allegria contagiosa: Marilia Oliveira, 34 anni, nata in Brasile da genitori portoghesi, si prepara a festeggiare i due anni nel suo “Boteco do Bonde Amarelo”, il ristorante che prende il nome dal celebre tram giallo di Lisbona e che ha aperto nel luglio del 2018 in via San Luca per portare la cucina portoghese a Genova. Una scelta, quella di aprire nel cuore del centro storico, non casuale, perché per Marilia, energetica e positiva come solo una brasiliana doc può essere, i caruggi genovesi hanno qualcosa di magico. 

Le difficoltà che una zona come quella di San Luca riserva a chi apre un’attività, però, sono risultate evidenti da subito, e per lei e il marito, il genovese Samuele Ambrosetti, questo secondo anno di lavoro è stato quello della presa di coscienza della necessità di fare squadra. Non solo con il Comune e con gli altri ristoratori e commercianti della zona, ma con i genovesi stessi: «Abbiamo uno dei centri storici più grandi e belli di Europa, potrebbe essere un gioiellino, ma dobbiamo prendercene cura, tutti, popolarlo e viverlo». 

VIDEO | La giovane cuoca portoghese porta il suo appello in tv: «Salviamo via San Luca»

L’appello arriva in un lunedì mattina in cui Marilia si gode il successo riscosso dalla sua partecipazione alla nuova stagione di “Cuochi d’Italia”, il cooking show di Tv8 condotto dagli chef Bruno Barbieri, Gennaro Esposito e Cristiano Tomei, in cui 20 cuochi provenienti da ristoranti etnici di tutta Italia si sfidano a colpi di cucine tipiche. Marilia ha battuto il “rivale” indiano e ha proseguito nella sua scalata verso la vittoria (di cui non parleremo più, per evitare anticipazioni ai fan), e alla corte di Barbieri («Un amore di persona, umile e molto, molto simpatico») e dei colleghi ha voluto portare non solo la cucina portoghese, ma anche l’amore per Genova.

«Ho parlato delle bellezze della nostra città e del centro storico - conferma la giovane cuoca - Ma è importante che i genovesi per primi se ne accorgano. Noi siamo in via San Luca, via che è patrimonio dell’Unesco, e il mio invito è a venire a trovare me e tutti gli altri ristoratori e commercianti che lavorano con amore, passione e dedizione, e lottano ogni giorno: prendetevene cura insieme a me, popoliamo queste vie, bellezza porta bellezza, degrado porta degrado».

Principale problematica della zona, secondo Marilia, la sporcizia: «Spezzo una lancia in favore degli operatori di Amiu, loro lavorano tanto e lavorano bene - riflette - Però i genovesi per primi a volte non si prendono cura del loro centro storico. Buttano cartacce e cicche di sigaretta per terra, i padroni dei cani, che sono benvenutissimi, non girano attrezzati per raccogliere o pulire le deiezioni. Poi ovviamente la vendita di bevande alcoliche: vedere persone che girano con lattine o bottiglie di vetro ci complica sicuramente il lavoro».

Marilia però non molla, perché «sono testarda, e resto dove sono», e lo fa con il sorriso: alla rabbia e all’amarezza che si potrebbero immagine - è stata anche oggetto di qualche atto vandalico, soprattutto all’inizio dell’attività - contrappone sorrisi e positività che hanno conquistato anche i genovesi più burberi, ormai clienti fissi e amanti di prelibatezze come il bacalhau à braz (piatto preferito di Cristiano Ronaldo), i bolinhos de bacalhau e gli immancabili pasteis de nata.

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«Io come straniera sono qui per abbellire ciò che c’è intorno a me, e a invitare i genovesi a prendere possesso del loro centro storico: lottiamo insieme, e rivolgo l’invito anche al Comune: io sono qui, se volete facciamo squadra».

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