Martedì, 23 Luglio 2024
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Maltempo, come si danno i nomi alle tempeste? La spiegazione di Arpal

La mareggiata che si è abbattuta sulle coste della Liguria era una conseguenza della tempesta Ciarán. Ma perché la perturbazione portava proprio questo nome? La spiegazione dei tecnici di Arpal

Nei giorni scorsi anche la Liguria ha avuto a che fare con la tempesta Ciarán che ha provocato la grande mareggiata che ha colpito duramente le nostre coste. E, dopo Ciarán, prossimamente in Italia arriverà una nuova perturbazione, Domingos. 

Ma come vengono scelti i nomi delle tempeste? A spiegare i retroscena e le regole dello "storm naming" è Arpal, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure: come per gli Usa infatti anche in Europa esiste, seppur da meno tempo, un programma di denominazione delle tempeste che segue criteri precisi.

In Europa è dagli anni '50 che la Freie Universität di Berlino assegna nomi a tutte le alte e le basse pressioni: un caso famoso è stata la devastante tempesta Vaia che ha causato la storica mareggiata del 2018, altamente distruttiva in Liguria.

Nel 2016 - spiega Arpal - è nata una sperimentazione ideata congiuntamente dal Met Office britannico e dal Met Éireann irlandese per rinominare le tempeste: dare una denominazione univoca dei fenomeni più significativi effettivamente ha reso più facile la comunicazione nel caso di episodi estremi. Ma non solo, questo sistema è anche un aiuto per la comunità scientifica nell'analisi a posteriori. Quasi subito dopo, anche Météo-France, Aemet (Spagna) e Ipma (Portogallo) hanno introdotto un sistema analogo. 

Chi denomina le tempeste in Italia

In ambito europeo è nata quindi la necessità di un coordinamento tra tutti i servizi meteorologici per stabilire criteri omogenei per nominare le tempeste e l'Europa è stata divisa in otto gruppi: in Italia a occuparsi dello "storm naming" è il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare.

Dal 28 settembre 2021, spiega sempre Arpal, l’Aeronautica Militare italiana nomina le tempeste più intense in coordinamento con i paesi del “Gruppo del Mediterraneo centrale”, formato da Arso meteo (Slovenia), Dhmz (Croazia), Yzmp (Macedonia del Nord), l’Ufficio Meteo dell’Aeroporto Internazionale di Malta e l’Ihms (Montenegro).

Come vengono rinominate le tempeste

Ma non tutte le tempeste ricevono un nome: quali criteri devono soddisfare per essere dunque rinominate? Eccone quattro:

  • se nessun altro servizio meteorologico nazionale europeo ha già nominato la tempesta; 
  • se la tempesta è associata a un’area ciclonica con diametro tra qualche centinaio e qualche migliaio di chilometri; 
  • se la velocità del vento associata alla tempesta corrisponde al colore arancione-rosso di Meteoalarm, almeno forza 9 della Scala Beaufort per almeno circa 6 ore (almeno burrasca forte, maggiore o uguale a 41 nodi o 76 km/h)
  • la prima nazione europea a essere colpita dalla tempesta decide il nome.

Il primo settembre di ogni anno, informa sempre Arpal, ciascun gruppo pubblica la lista dei 20 nomi che assegnerà alle tempeste che lo colpiranno per primo fino al 31 agosto dell’anno successivo. I nomi vengono scelti secondo criteri precisi: favorire il ricordo delle origini e della cultura dei Paesi del gruppo, avere una buona diffusione in quei territori, essere brevi e per tutti facilmente pronunciabili.

Il primo evento dell’anno avrà un nome che inizia con la prima lettera dell’alfabeto per poi proseguire con le altre. Le tempeste sono denominate in ordine alfabetico evitando le lettere Q, U, X, Y o Z per conformarsi agli standard internazionali (anche se non sempre accade).

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