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Mare più pulito d'Italia: Liguria nelle retrovie e sotto la media nazionale

Il 90,2% delle acque di balneazione della costa ligure sono inseriti nella classe di qualità 'eccellente', ma il dato vale solo l'undicesimo posto su 14 regioni mentre i tratti definiti come 'scarsi' sono all'1,9% e solo tre regioni stanno peggio

La buona notizia è che, nel 2024, il 90,2% delle acque di balneazione della costa ligure sono inseriti nella classe di qualità 'eccellente'. Quella che balza all'occhio, però, è che la Liguria, nonostante detenga da anni il primato per le bandiere blu in Italia, non è tra le migliori della Penisola e, anzi, si trova abbastanza nelle retrovie, pur in un contesto generale sicuramente positivo. Il dato emerge dalle attività di monitoraggio del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (Snpa). 

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Il 95,6% del mare italiano è di qualità 'eccellente' 

Quattro le categorie dentro le quali vengono inseriti i risultati, che definiscono le acque di balneazione, a livello nazionale la media cataloga come eccellente il 95,6% dei  5.325,8 km di costa, come buono il 2,9%, come sufficiente lo 0,6% e come scarso lo 0,8%. Sommando eccellente e buono, quindi, la media nazionale è del 98,5%.

In Liguria dati più bassi della media nazionale 

Abbastanza diversi i dati liguri: complessivamente si parla di 396,7 km di tratti marini, il 90,2% dei quali vengono classificati come eccellenti, dato che piazza la Liguria all'undicesimo posto su quattordici regioni (sarebbero quindici, ma non sono disponibili i dati della Sicilia). Dati peggiori si registrano solo in Campania (90,2%), Abruzzo (89,7%) e Calabria (89,6%). 

Il 6,3% della costa ligure è invece considerato buono in termini di qualità dell'acqua (e quindi sommando le prime due voci si arriva al 96,5%, percentuale inferiore alla media nazionale), l'1,4% sufficiente e l'1,9% scarso. L'ultimo dato, il peggiore, è ovviamente molto basso. Però anche in questo caso balza all'occhio la classifica delle regioni: solo in tre, in Italia, è più alto: Abruzzo (3,3%), Campania (3,1%) e Calabria (2,1%). In gran parte delle altre è allo 0% o poco sopra.

Le regioni con i dati migliori

I chilometri di costa in qualità 'eccellente' raggiungono comunque percentuali molto elevate in ogni regione, con punte superiori al 98% in Puglia (99,7%), Friuli Venezia Giulia (99%), Sardegna (98,4%) e Toscana (98,2%).  "Le differenze su valori prossimi o superiori al 90% che in tutti gli ambiti regionali testimoniano la qualità ottima delle nostre acque di balneazione - spiegano dal Snpa -, sono attribuibili anche alle specifiche caratteristiche delle coste monitorate.  Percentuali analoghe emergono per la qualità delle acque di balneazione di laghi e fiumi: sui 662 km su cui avviene il monitoraggio in Italia, 630 km sono bagnati da acque di qualità eccellente, pari al 95,2% del totale monitorato. 20 km sono in qualità buona (3,1%), 6 km in qualità sufficiente (0,9%), 1 km in qualità scarsa (0,2%). 

"Dati in linea con quelli degli anni precedenti"

"Si tratta di dati ormai consolidati, che confermano quanto rilevato negli anni precedenti - prosegue il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente - , frutto dell’attività di sorveglianza e controllo a cura delle Agenzie ambientali, che effettuano il monitoraggio in gran parte delle regioni. Nell’arco del 2023, il Snpa ha prelevato circa 26mila campioni di acqua di mare e oltre 2.300 campioni di acque di fiumi e laghi, per un totale di più di 28mila campionamenti. Sono due i parametri microbiologici in base ai quali viene valutata la balneabilità delle acque, le concentrazioni di Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Complessivamente, sono 4.710 le aree su cui viene svolto il monitoraggio". 

Le acque italiane sono le migliori d'Europa

A livello europeo le acque italiane risultano migliori della media dei paesi Ue, sulla base dei dati elaborati dall’Agenzia europea dell’ambiente. Dal monitoraggio di Snpa è esclusa la Sicilia perché viene monitorata dal sistema sanitario regionale, sono inoltre escluse tutte le aree permanentemente vietate alla balneazione per diversi motivi (foci dei fiumi, porti, aree militari, aree protette) in cui generalmente non si effettuano prelievi.

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