Marcia della memoria, in centinaia in cammino per ricordare la Shoah

Un'iniziativa, partecipatissima, organizzata dalla Comunità Ebraica, la Comunità di Sant'Egidio e il Circolo Culturale Primo Levi a 76 anni dalla deportazione degli ebrei genovesi

«Non c’è futuro senza memoria»: la Comunità Ebraica di Genova, la Comunità di Sant’Egidio e il Centro Culturale Primo Levi hanno voluti ricordare con una marcia pacifica il 76esimo anniversario della deportazione degli ebrei genovesi, oltre 260 persone che nei primi giorni del novembre del 1943 furono arrestate nelle loro case, all’improvviso, e portate verso luoghi da cui (eccezion fatta per una dozzina di loro) non avrebbero più fatto ritorno.

La marcia della memoria è stata partita alle 17.30 da Galleria Mazzini ed è arrivata sino alla Sinagoga: una grande folla si è radunata davanti al Carlo Felice  per ascoltare il discorso di Fernanda Contri, giudice emerito della Corte Costituzionale, e Piero dello Strologo, presidente del Centro Culturale Primo Levi, e dirigersi poi verso la sinagoga.

Tantissime, come detto, le persone che hanno partecipato alla marcia della memoria con striscioni e cartelli che riportavano i nomi dei campi di sterminio, fiaccole e striscioni, moltissime le famiglie con bambini, perché come sottolineato dagli organizzatori è attraverso di loro che deve passare il messaggio. Ed è stato inevitabile un accenno a quanto accaduto in Senato, dove il centrodestra si è astenuto dalla votazione di una mozione finalizzata a istituire una commissione parlamentare contro odio, antisemitismo e razzismo. 

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Proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, la mozione è passata ugualmente con il voto di 151 senatori, ma l’astensione dei 98 senatori di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega ha suscitato incredulità e preoccupazione soprattutto nella comunità ebraica, come ricordato anche dal presidente della Comunità Ebraica, Ariel Dello Strologo, nel suo discorso in Sinagoga. Proprio Liliana Segre sarà a Genova il prossimo 24 novembre per consegnare i riconoscimenti del Premio Primo Levi.

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