menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Un anno dalla chiusura dei teatri: la giornata di protesta dei lavoratori dello spettacolo

Tre manifestazioni in tre diversi momenti della giornata, due organizzate da sigle sindacali, un'altra dal collettivo "Emergenza Spettacolo Liguria»

A un anno dalla chiusura dei teatri e dei cinema, giornata di proteste e presidio per i lavoratori dello spettacolo liguri. Martedì erano previste ben tre manifestazioni, la prima organizzata dalla Uil in mattinata davanti alla prefettura, le altre due previste in piazza De Ferrari alle 17 (organizzata da Emergenza Spettacolo Liguria) e mezz’ora dopo in largo Pertini, nuovamente, organizzata dalla Cgil.

La prima protesta della giornata ha visto un centinaio di lavoratori aderenti a Fistel Cisl e Uilcom Uil radunati davanti all’ingresso della prefettura, manifestazione in cui i musicisti presenti, tutti del Teatro Carlo Felice, hanno eseguito dal vivo l'Inno di Mameli.

Le richiesta unanime è quella di riaprire i teatri per tornare a lavorare, richiesta ribadita da una delegazione ricevuta in prefettura e portata avanti oltre che dalle sigle sindacali anche dall’associazione Emergenza Spettacolo Cultura: «Il 23 febbraio torniamo in piazza ad un anno esatto dalla prima chiusura dello spettacolo dal vivo. Torniamo a ribadire come un progetto di cura sociale sia quanto mai necessario per tornare a tessere quei legami di comunità inevitabilmente recisi dalle misure di contenimento e garantire spazi di riflessione collettiva - spiegano gli organizzatori del presidio - I luoghi di cultura sono stati troppo a lungo e pesantemente penalizzati, ma con noi a essere penalizzata è stata la società, privata del suo nutrimento culturale, di occasioni di condivisione e di opportunità di riavvicinamento elettivo in un’epoca di distanziamento fisico».

«L’ancora degli spettacoli e dei concerti in streaming non è e non può essere un appiglio. Non ci ha salvato e non ci salverà, anzi rischia di snaturare un’arte antica quanto il mondo - proseguono i lavoratori dello spettacolo, di fatto gli unici che da inizio pandemia non sono ancora riusciti a ripartire neppure parzialmente né a “singhiozzo” come altre categorie - Chiediamo un piano di ripartenza che restituisca agli operatori e alle operatrici dello spettacolo la dignità del lavoro, che preveda un sostegno alle piccole e medie realtà culturali che rischiano di scomparire e protocolli di sicurezza per aprire il prima possibile i luoghi di cultura e spettacolo. Chiediamo una data, una progettualità. Il settore è allo stremo».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Coronavirus

Coronavirus, Bassetti: «È iniziata terza ondata, temo farà male»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento