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Martedì, 17 Maggio 2022
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Treno negato ai disabili, Luciana Littizzetto scrive a Trenitalia e a Toti: "I treni per la Liguria un incubo da sempre"

"Milioni di italiani hanno visto lo spot della Liguria a Sanremo con la Canalis che diceva 'La mia Liguria', e hanno pensato di andare in Liguria a Pasquetta. E poi sono saliti sul treno e si sono ritrovati in un quadro di Escher, infilati in un buco nero della galassia e senza nemmeno la Canalis" ha detto la comica a "Che tempo che fa"

Il caso del treno negato ai disabili a Genova nel giorno di Pasquetta finisce anche a "Che tempo che fa", programma tv condotto da Fabio Fazio su Rai Tre.

A sollevare l'argomento, con una lettera satirica indirizzata a Trenitalia e in copia anche al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti è la comica Luciana Littizzetto: "Vi scrivo - ha detto in trasmissione - a nome di quei milioni di italiani che hanno visto lo spot della Liguria a Sanremo con la Canalis che diceva 'La mia Liguria', e hanno pensato di andare in Liguria a Pasquetta. E poi sono saliti sul treno e si sono ritrovati in un quadro di Escher, infilati in un buco nero della galassia e senza nemmeno la Canalis".

La vicenda è nota: "La colpa è stata dei vandali che hanno distrutto due vagoni e che quindi i passeggeri sono stati stipati nei vagoni rimanenti. Però è anche vero, e lo dico da 'tata di Toti', che i treni per la Liguria sono questo inferno da sempre, da quando eravamo piccoli. Quella tratta ferroviaria è sempre stata un incubo, si chiama tratta come quella degli schiavi mica per niente. Forse conviene che qualcuno si dia una svegliata perché il sonno della Regione genera mostri. Parliamo tanto di mobilità sostenibile, di inquinare meno, poi sali sul treno e ti trovi davanti una scena di Black Mirror. Se prendere un mezzo pubblico diventa un horror, la prossima volta usiamo la macchina anche se va a scorie nucleari".

La comica si rivolge poi esclusivamente alle ferrovie: "Tocca trovare una soluzione, o riuscite a spostare il mare tra Milano e Torino, o posizionate delle fionde sul Turchino per lanciare direttamente i turisti in mare sperando che qualche bagnino di Voltri li soccorra col moscone, o spedite i passeggeri su Amazon, o se no dovete rimettere mano a sti treni. E poi scusate se mi permetto, ma non vi è venuto in mente che forse servivano più treni per Pasqua? C'è ancora il covid, la gente non può stare ammassata come ceci in un barattolo. La butto lì: e mettere sotto le feste 3-4 vagoni in più? Stupidamente pensando che se è festa la gente ha piacere a fare delle gite? Scioccamente pensando che ad Albenga i magazzinieri, l'idraulico, vanno nei giorni di festa perché negli altri giorni lavorano? Non è una novità, è dal 34 d.C. che la gente va in giro a Pasquetta, non è una sorpresa. E ci sarà anche l'anno prossimo, e poi anche il 25 aprile, il 1 maggio e via così fino alle ferie di giugno, luglio, agosto e Ferragosto. Prendetelo sto appunto e segnatevi pure, Ferrovie dello Stato, che con quel che costa la benzina la gente prenderà il treno molto di più perché fare un pieno sarà un lusso, come mangiare da Cracco o rifarsi i denti d'oro. Quei ragazzi avevano il biglietto e il diritto di sedersi. Anche gli altri passeggeri, ma come sempre hanno pagato i più fragili. Non tutti hanno le possibilità economiche per prendersi un treno ad alta velocità e per avere la certezza che venga garantito un loro diritto. E se sei costretto a pagare perché sia rispettato un diritto, non è più un diritto ma un privilegio. Certa che la vostra risposta arriverà in orario, vi porgo i miei cordiali saluti".

A proposito dei vandali che hanno danneggiato le carrozze, Littizzetto ha aggiunto: "Spaccare il vagone di un treno non è nemmeno una cosa facile, ci vuole energia. Se i vandali hanno energie in esubero mettiamoli su delle cyclette, li facciamo pedalare per generare energia elettrica così non dobbiamo pagare il gas a Putin".

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