Anche GenovaToday racconta il "suo" ponte Morandi nel libro dei cronisti liguri

La "Cronaca di un anno di cronaca" del gruppo quest'anno ha scelto di concentrarsi unicamente sul crollo del viadotto che ha fortemente segnato il lavoro di giornalisti, fotoreporter e video operatori dal 14 agosto 2018 in poi

C'è anche la testimonianza di GenovaToday nel libro curato dal Gruppo Cronisti Liguri, dall'Associazione Ligure e dall'Ordine dei Giornalisti sulla tragedia del ponte Morandi.

La "Cronaca di un anno di cronaca" del gruppo quest'anno ha scelto di concentrarsi unicamente sul crollo del viadotto che ha fortemente segnato il lavoro di giornalisti, fotoreporter e video operatori dal 14 agosto 2018 in poi, con le testimonianze di 80 persone e 100 pagine di racconto di chi, quei tragici istanti, li ha dovuti divulgare fin dal primo momento.

«Un grande lavoro corale che raccoglie il contributo dei giornalisti che in questi 10 mesi hanno raccontato una tragedia che ha sconvolto la storia di Genova» spiegano Tommaso Fregatti, presidente del Gruppo Cronisti Liguri, e Luca Ginocchio, vicepresidente e curatore del "libro-racconto". Il libro è stato presentato il 14 giugno 2019, a 10 mesi dal crollo del ponte.

Anche la redazione di GenovaToday ha unito le forze e lavorato di squadra, seguendo e lavorando incessantemente e senza risparmiarsi sulla vicenda, chi seguendo dal vivo, chi aggiornando costantemente il sito con il materiale prodotto, chi intervistando, riportando e monitorando le dichiarazioni di tutti coloro che sono intervenuti nei momenti, nei giorni e nei mesi successivi: riportiamo parte della testimonianza di Andrea Barsanti, pubblicata sul libro.

«Buongiorno, sono Barsanti, Genova Today. Ci hanno segnalato che è successo qualcosa al ponte Morandi, sono crollati calcinacci?». Il mio 14 agosto 2018 è iniziato così, con una telefonata di routine alla centrale operativa della polizia Locale, all’altro capo del telefono un’agente dalla voce incredula, confusa, che nonostante il caos ha trovato comunque qualche secondo per confermarmi che «sì, è successo qualcosa, ma non sappiamo ancora bene cosa». E poi quel video, pochi secondi in cui la sagoma del “ponte di Brooklyn” si accartocciava su se stessa nella pioggia, mentre un ragazzo di cui ancora oggi sento la voce gridava “oddio, no”.

[...] Ciò che è indispensabile ricordare, sia nelle prime settimane sia oggi, che ormai quasi un anno è passato, è che il nostro lavoro è documentare, esserci, e che ciò che si fa nell’immediato, nel mondo dell’online arriva in pochi istanti e resta per anni. Per cui bisogna agire con attenzione, precisione, professionalità e rispetto. Delle persone, delle situazioni, dei colleghi, del mestiere. Capita di sbagliare. Dietro le tastiere, gli smartphone e le macchine fotografiche ci sono persone. Che ce la mettono tutta, che nella fretta di dare informazioni e aggiornamenti possono inciampare, ma che realizzano e rimediano.

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