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Il librificio di Borgo Incrociati: «Nel nostro menu, cibo e libri d'asporto e a domicilio per chi ha 'fame' di cultura»

Carolina e Francesco del "Librificio del Borgo" non si sono arresi alle limitazioni e hanno deciso di consegnare a domicilio non solo le loro preparazioni gastronomiche, ma anche i libri: «Abbiamo dovuto pensare a qualcosa di nuovo per reagire»

È un luogo in cui si può andare per bere un caffè, mangiare un panino, o prendersi un aperitivo. Ma soprattutto, è un luogo in cui si parla di letteratura, si sfogliano e si comprano libri. Il "Librificio del Borgo" a Borgo Incrociati è a metà strada tra una libreria e una caffetteria, ed è nato appena due mesi fa con l'intento di creare un piccolo punto di riferimento colorato per tutti gli amanti dei libri nel quartiere. Ma poi è arrivata la famosa seconda ondata di covid, e anche il "Librificio" sta affrontando la tempesta organizzandosi per non chiudere i battenti. E lo fa abbinando cibo e libri, per consegne a domicilio (o asporto) decisamente particolari.

Un misto tra libreria e panificio perchè «i libri non sono un bene superfluo ma di prima necessità»

«Purtroppo eravamo preparati - raccontano Carolina Mutti, 28 anni, e Francesco Molinelli, 46, le anime del progetto, a GenovaToday - e sapevamo che stavamo aprendo l'attività in un momento particolare, quindi ci siamo organizzati subito, ci siamo dati da fare e abbiamo pensato a qualcosa di nuovo per reagire a questo periodo in modo positivo». E così sulla lavagnetta del menu, Carolina indica la scelta dei panini, i dolci fatti rigorosamente da loro, tante birre artigianali, il caffè e poi i libri, "tutti quelli che volete". La consegna a domicilio avviene entro 3 km dalla libreria, dalle 11 alle 20.

E così come Carolina e Francesco consigliano le specialità culinarie a chi ha voglia di qualcosa di buono, consigliano allo stesso modo anche i libri: «Ci è piaciuto chiamare la nostra attività "librificio", che è un misto tra libreria e panificio, per far capire che il libro non è un bene superfluo ma è di prima necessità, come il pane». Lo spiega bene il loro slogan, "cibo per la mente e non solo": «Pensiamo che le persone abbiano bisogno di idee, di cultura, di parlare di libri, di socializzare. Per questo abbiamo pensato da subito a un locale che fosse un misto tra un bar, che offre panini e aperitivi con prodotti km zero provenienti da aziende agricole di Liguria e Piemonte, e una libreria indipendente, di quelle in cui puoi entrare, parlare di libri, farti consigliare. Eravamo partiti con diverse presentazioni di libri, abbiamo messo su il "club dei mangiatori di libri", ci piace l'atmosfera che si crea quando entrano in negozio persone che hanno bisogno di consigli, noi le seguiamo e le ascoltiamo, si chiacchiera, si diventa amici. Crediamo molto nel rapporto diretto tra libraio e cliente».

Le persone possono prenotare cibo e libri per telefono, e solo per i libri l'attività è presente da circa una settimana anche sulla piattaforma etica BookDealer in cui si sceglie la libreria indipendente preferita, si leggono i consigli dei librai, e si procede con l'acquisto. Ci sono offerte speciali in cui si può anche far scegliere direttamente ai librai, inserendo una parola chiave per dare loro l'ispirazione e ricevendo poi un pacco "sorpresa": «Anche la vendita online in questo modo può diventare a misura d'uomo - spiegano Carolina e Francesco - anche se c'è molta gente che passa ancora direttamente in negozio. Nella situazione in cui siamo alle persone fa piacere avere un luogo in cui ci si può incontrare e confrontare».

«Speriamo di poter vedere nuove aperture nel borgo»

Il luogo assume particolare significato, poi, perché si trova a Borgo Incrociati, il quartiere diventato tristemente famoso per l'alluvione del 2014: «C'è bisogno di socilaizzazione e "fame" di libri ma anche di nuove attività nel quartiere, noi siamo stati accolti molto bene, ci siamo resi conto quando allestivamo il negozio che tanta gente passava e guardava con stupore, felice di vedere una nuova apertura nel borgo. Qui purtroppo ci sono tante saracinesche abbassate e negozi chiusi: un peccato, perché il borgo è molto bello, ha mantenuto il suo aspetto storico. Adesso che sembra scongiurato il rischio di nuove alluvioni, con i lavori che ci sono stati, sarebbe bello riportare un po' di vita e veder aprire altre attività. C'è il palazzo ex Poste di Brignole che è stato riqualificato, vedremo cosa succederà». 

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