L'impresa della genovese Flavia Cellerino: 1290 km a piedi per riscoprire la bellezza di camminare da soli

Il progetto #iocamminodasola è partito a settembre, e conta già 10 uscite

Compiere in un anno, a piedi, la stessa distanza che c'è tra il punto più a nord e quello più a sud della nostra penisola: 1290 km. È questo l'obiettivo della genovese Flavia Cellerino che, in un momento decisamente particolare, si è messa in gioco per riscoprire (e soprattutto far riscoprire) la libertà e la bellezza racchiuse nelle piccole cose e nei gesti naturali, come camminare sui sentieri delle nostre alture.

Il progetto

Il progetto #iocamminodasola è proprio questo: evidenziare che, specie nell'era del consumismo, è possibile ritrovarsi nelle piccole cose semplici, anche rallendando il ritmo e prendendosi del tempo per sè. Una camminata nel tempo libero, un bel paesaggio, la riscoperta dei borghi e delle micro storie delle aree montane, la libertà di muoversi per il gusto di muoversi, senza avere per forza un "pacchetto preconfezionato" di attività. «Oggi camminare sta tornando di moda, almeno in parte - racconta Flavia -. Ma le proposte di cammino sono caricate di sovrastrutture concettuali, economiche, sportive, turistiche. È come se camminare solamente e semplicemente avesse perso senso e significato e lo si debba finalizzare per forza alla fotografia, alla musica, alla gastronomia, a qualcuno che ti deve guidare nell’esperienza. Invece io resto convinta che camminare sia rivendicare l’essenza stessa della nostra umanità. L’umanità è nata nel momento in cui un ominide si è alzato in piedi, ha girato la sua testa per guardare il mondo e ha iniziato a camminare per conoscerlo, esplorarlo, capirlo».

E così Flavia, 57 anni, storica e ricercatrice, ha deciso di mettersi alla prova, percorrendo, un po' per volta, 1290 km, e raccontando le sue tappe sul sito dell'associazione di cui è ideatrice e fondatrice, Artesulcammino. «Sono nata in riva al mare - racconta - ma il mio cuore batte sui monti. Ho ereditato questa grande passione da mio padre, che quando avevo 2 anni e mezzo mi portava già a camminare, per cui per me è la cosa più naturale del mondo, si tratta di continuare a fare quello che faccio da sempre, anche quando non andava di moda».

Un percorso di cammino, libertà, natura e filosofia

Questa volta però c'è un progetto, un percorso fatto non solo di attività fisica ma anche e forse soprattutto di filosofia: «Quest'anno dopo il lockdown ho sentito l'esigenza di mettermi in cammino - dice - vincendo anche la mia ritrosia all'autonarrazione. Vorrei far passare il messaggio che scoprire noi stessi, camminare in libertà, stare bene e per recuperare il contatto con la natura e con il nostro corpo è possibile, sommando itinerario dopo itinerario ma anche ripetendo lo stesso percorso, senza annoiarsi, e senza aver bisogno che qualcuno ci dica sempre cosa fare, dove andare, quale percorso scegliere. Ed è una cosa che possono fare veramente tutti, donne e uomini, di qualsiasi età e con ogni tipo di fisico».

Insomma, un ritorno alla consapevolezza e a un modo di vivere più semplice e, in qualche modo, "slow": «Le leggi del mercato ci dicono che bisogna vendere prodotti nuovi, consumare velocemente tutto: a me basta vedere un albero che cresce, che cambia colore, scorgere un vallone che non avevo notato prima, sentire l’odore dell’umidità, il vento o il sole. Le leggi del mercato ci fanno correre, ci dicono che il tempo è denaro, che non dobbiamo perdere tempo: il tempo del cammino è solo nostro, è il tempo del nostro passo e del nostro cuore che batte e dialoga con il nostro respiro. Ognuno ha il suo passo, nessuno ti può imporre una andatura che non puoi sostenere». E infatti «le camminate in solitaria ci fanno ascoltare il nostro corpo, ci fanno rendere conto dei suoi limiti, servono anche per imparare a gestirci un percorso con l'esperienza. La stessa esperienza che ci insegna a metterci alla prova, a rialzarci se per caso cadiamo e ci sbucciamo un ginocchio».

«Camminare per riconnerrere i fili della storia»

Per adesso Flavia ha percorso 197,2 km totali, tra il Genovese e il Cuneese. La prima uscita, a settembre, a Vallone della Madonna, poi i percorsi hanno riguardato Vallone del Piz, Paraloup, Moriglione, Righi, Spartiacque Valbisagno, Monte Sella-Vittoria, Paveto-Giovi-Vittoria, Praglia-Lencisa e Monte Figogna. E sono molte altre le tappe in arrivo per riscoprire le bellezze delle montagne anche più vicine a casa, percorse camminando da sola «per poter continuare a camminare con gli altri».

Insomma, «camminare consente di (ri)connettere i fili della storia, rileggere i collegamenti culturali e umani che si sono costruiti lungo i secoli, riscoprire, appunto, la storia degli ultimi e dei vinti che spesso, in realtà, hanno vinto con grande dignità la battaglia dell’esistenza».

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