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Insegnanti di sostegno idonei, un caso paradossale: «L'Università ci ascolti, finora abbiamo trovato un muro»

Il portavoce del coordinamento nazionale Alessandro Sgambati: «Le nostre richieste vengono considerate legittime da tutti i direttori degli Uffici Scolastici Regionali del Miur: chiediamo di poter partire con il corso di specializzazione al più presto e di essere inseriti in graduatoria con riserva per evitare di rimanere congelati per un anno»

Prosegue la battaglia degli insegnanti ritenuti idonei non vincitori alle prove concorsuali del Tfa sostegno V ciclo dopo l'approvazione di un ordine del giorno in consiglio regionale che impegna la giunta a sollecitare l’Università degli Studi di Genova ad attivare al più presto (dopo la pubblicazione del bando nazionale) un corso specifico ad hoc per i circa 150 insegnanti precari genovesi che chiedono anche di poter essere inseriti con riserva (in quanto specializzandi) nella Graduatorie di sostegno. 

L'ordine del giorno approvato in Regione nasce dal lavoro svolto dal coordinamento nazionale docenti di sostegno idonei V ciclo tfa che si sta muovendo sia a livello nazionale che regionale per cercare di trovare una soluzione a una situazione a tratti paradossale. Sullo sfondo i numeri in crescita a livello nazionale di studenti disabili e una carenza di insegnanti di sostegno che sono circa la metà di quelli che servirebbero, il 37% dei quali (il 30% a Genova) privi anche della necessaria formazione. In mezzo a questi due estremi troviamo però un esercito di precari, migliaia di docenti che avrebbero le carte in regola per poter entrare in servizio l'anno prossimo, ma che con le condizioni attuali non potrebbero farlo. Si tratta degli insegnanti risultati idonei alle selezioni del Tfa sostegno V ciclo. 

Il percorso per diventare insegnanti di sostegno prevede infatti la vittoria di un concorso, in seguito al quale è necessaria la partecipazione a un corso di specializzazione in modo da poter poi entrare nella prima fascia della graduatoria, sempre come insegnante precario, ma comunque specializzato. Purtroppo visto i ritardi dovuti al covid che hanno inficiato sullo svolgimento delle prove concorsuali questi insegnanti rischiano di potersi specializzare solo nel 2022. In questo modo verrebbe ancora una volta chiamato personale non specializzato.

Alessandro Sgambati, portavoce del coordinamento nazionale docenti di sostegno idonei V ciclo tfa spiega a Genova Today quali sono le problematiche riscontrate a Genova, che hanno poi portato all'approvazione dell'ordine del giorno in Regione: «Il documento approvato in consiglio regionale nasce dalle nostre richieste, portate avanti sia a livello nazionale che regionale cercando l'appoggio della politica considerando che a Genova abbiamo riscontrato resistenze da parte dell'Università. Le nostre richieste vengono considerate legittime da tutti i direttori degli Uffici Scolastici Regionali del Miur: chiediamo semplicemente di poter partire con il corso di specializzazione al più presto e di essere inseriti in graduatoria con riserva per evitare di rimanere congelati per un anno. Sanare questa situazione vorrebbe dire avere circa 13mila insegnanti di sostegno in più in Italia e circa 150 per quello che riguarda Genova compiendo un passo importante verso le necessità di inclusione degli studenti disabili, evitando di andare a utilizzare (per riempire i buchi, ndr) le graduatorie incrociate, dove si trovano insegnanti privi della necessaria formazione sul sostegno che giustamente accettano perché hanno necessità di lavorare, ma poi spesso finiscono per lasciare il posto alla prima chiamata sulla propria materia di insegnamento o perché non adeguatamente formati al ruolo dell'insegnante di sostegno e quindi in difficoltà dopo poche settimane o mesi».

Il nodo della questione è legato alla disponibilità dell'Università di Genova ad attivare il corso ad hoc per i circa 150 insegnanti idonei, come spiega ancora alla nostra testata Alessandro Sgambati: «Già in passato l'Università non ha voluto incontrarci nonostante avessimo una lettera firmata da circa 80 insegnanti per chiedere un confronto. La mozione approvata in Regione impegna quindi la giunta, nella persona dell'assessore Ilaria Cavo, a chiedere i motivi per cui l'Università non sembra intenzionata ad attivare il corso per noi idonei in anticipo, ma pensa di farci partire a novembre con il VI ciclo, come già fatto lo scorso anno con gli idonei del IV ciclo, a differenza di altre università italiane che lo avevano invece attivato precedentemente. La politica, sia nazionale che regionale, supporta le nostre richieste, infatti nei prossimi giorni avremo anche importanti incontri in Parlamento come quello con il senatore Pittoni in diretta Facebook (sabato 27 febbraio, ndr) per cercare di trovare una soluzione condivisa. Francamente non riusciamo a capire per quale motivo ci siano resistenze da parte dell'Università di Genova anche perché non siamo mai riusciti ad avere un confronto con loro, si tratta tra l'altro di un corso che noi andremmo a pagare circa 3mila euro ciascuno quindi non dovrebbe esserci nemmeno una motivazione economica riguardante la mancanza di fondi per l'attivazione».

«In altre Regioni - conclude Sgambati - sembra esserci maggiore collaborazione da parte delle Università che, pur attendendo il bando nazionale, sembrerebbero intenzionate a far partire questo corso nei prossimi mesi tra giugno e settembre, nel nostro caso invece, senza un cambio di rotta, rischieremmo di dover aspettare novembre o dicembre per partecipare al corso con il VI ciclo, finendo per rimanere congelati un altro anno con conseguenze negative anche sul piano dell'inclusione e della qualità di offerta formativa nei confronti dei tanti studenti disabili che si troverebbero ancora una volta con insegnanti non specializzati in grado di aiutarli nel loro percorso scolastico».

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