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Lunedì, 28 Novembre 2022
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Ineleggibilità del sindaco Marco Bucci, rinviata la decisione dei giudici

Alle 15.30 nella prima sezione del tribunale civile si è tenuto il primo round sul ricorso firmato da 21 elettori che contestano l’eleggibilità del sindaco a causa del ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione del ponte sul Polcevera di Bucci

La decisione dei giudici sulla presunta ineleggibilità del sindaco Marco Bucci è rinviata a data da definirsi. Oggi, giorno dell'udienza, il collegio giudicante si è riunito alle 15.30 per esprimersi sul ricorso firmato da 21 elettori genovesi, rappresentati dall'avvocato Luigino Montarsolo. I firmatari, tra cui l'ex rettore nell'Università di Genova Paolo Comanducci, il magistrato Claudio Viazzi e l'ex presidente della Corte dei Conti Ermete Bogetti, contestano l'eleggibilità del sindaco a causa del ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione sul Polcevera che Bucci ricopre dal 2018, su nomina del Governo.

VIDEO | Bucci su presunta ineleggibilità: "Dimettermi sarebbe stata un'offesa per la città"

"Il fatto che il commissario straordinario sia il sindaco - ha detto Bucci in aula - ha avuto un vantaggio enorme per la città, tanto è vero che oggi siamo 39 sindaci commissari in Italia. Ho fatto il mio lavoro, ho chiesto il parere del ministero dell'Interno e dell'Avvocatura dello Stato. Per me sarebbe stata un'offesa ai cittadini dimettermi e ricandidarmi 40 giorni dopo. Sarei molto contento di continuare il mio lavoro di commissario".

Bucci in tribunale per l'udienza sull'incompatibilità

Quando arriverà il provvedimento, anche se la sentenza non sarà esecutiva finché non sarà definitiva, il primo grado potrebbe agitare molto le acque a livello politico. Ai giudici della prima sezione del tribunale civile di Genova spetterà dunque, nelle prossime ore, stabilire se il ricorso è fondato o meno. Ma il verdetto potrebbe non essere l'ultima parola, sia perché potrà essere impugnato fino ad arrivare al terzo grado di giudizio in Cassazione, sia perché il collegio giudicante può scegliere di sospendere la sentenza e chiamare in causa la Corte costituzionale. Lo chiedono i difensori di Marco Bucci (lo studio legale del vicesindaco Pietro Piciocchi) sollevando l'eccezione sulla costituzionalità della norma che assegna al tribunale civile e non a quello amministrativo la possibilità di decidere sulla materia. In questo caso i tempi della controversia si allungherebbero molto perché il pronunciamento della Consulta arriverebbe probabilmente tra qualche mese.

I tre scenari possibili e il rischio elezioni anticipate

Se i giudici accoglieranno l'eccezione di costituzionalità lo scenario politico non cambierebbe: Bucci che rimarrebbe al suo posto e la parola passerebbe alla Consulta. Invece, se il collegio oggi deciderà di affrontare subito il merito della questione, il dispositivo potrebbe essere emesso in tempi brevi, forse anche già domani, e in seguito saranno depositate le motivazioni. Altra ipotesi se il collegio dichiarasse Marco Bucci ineleggibile. Allora egli decadrebbe dal ruolo di sindaco e anche di consigliere comunale, e si andrebbe a votare in primavera. I suoi legali avrebbero tempo, però, trenta giorni per impugnare la sentenza e, in questo caso, Bucci rimarrebbe in carica almeno fino all'esito dell'appello.

Infine, i giudici potrebbero confermare subito Marco Bucci eleggibile e allora sarebbero i firmatari del ricorso a poter presentare appello contro il dispositivo emesso e andare al secondo grado di giudizio. A Palazzo Tursi regnerebbe ancora l'incertezza ma il sindaco rimarrebbe alla guida dell'amministrazione comunale.

A sostegno della posizione di Bucci, domenica è arrivata una nota dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) per voce del suo presidente Antonio Decaro, sindaco di Bari. Per Anci il processo al "doppio Bucci" è "una situazione "paradossale che rischia di diventare un precedente pericoloso: se venisse dimostrata la fondatezza dell'ineleggibilità, vorrebbe dire che mai più nessun sindaco accetterebbe più una nomina di commissario. Si mette in dubbio la legittimazione di un sindaco - continua De Caro - quando si è preso la responsabilità di portare avanti un'opera pubblica in un momento di grande emergenza per la città".

Bucci sul ricorso: "Esposto insensato ma se perdo vado a casa"

"Anche il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, che sta dalla parte politica opposta rispetto alla mia, si è espresso molto chiaramente e ha detto che questo esposto non ha nessun senso. Sennò ci sarebbero circa 40 sindaci che dovrebbero dare le dimissioni da commissario perché non possono fare più il sindaco la prossima volta, tra cui il sindaco di Roma e di Napoli, anche loro commissari straordinari". Così il sindaco di Genova, Marco Bucci, a margine dell'inaugurazione del salone Orientamenti, sull'udienza di oggi: "Se la sentenza darà ragione ai ricorrenti vado a casa ma credo che darà ragione a me come è logico che sia perché le due figura sono completamente diverse".

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