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Fiab risponde all’attacco di Bonsignore: “Più ciclisti in città uguale più sicurezza”

Con una lunga lettera inviata al presidente dell’ordine dei medici Alessandro Bonsignore, i ciclisti urbani genovesi rispondono alla sua richiesta di fare un passo indietro sulla mobilità sostenibile

Dopo il commento a caldo di Bonsignore, arriva la risposta meditata di Fiab sull'ultimo incidente mortale che ha coinvolto un ciclista, fuggito dopo lo schianto.

Il giorno dopo lo schianto, il presidente dell'ordine dei medici e degli odontoiatri di Genova, Alessandro Bonsignore, esortava, dalla sua pagina Facebook, l'amministrazione comunale a fare un passo indietro sulla gestione delle bici in città. La Federazione italiana amici della bicicletta di Genova, insieme a Legambiente, ha aspettato i funerali della vittima di Sturla per inviate al dottore una lunga lettera in cui si spiega punto per punto perché la colpa non è da attribuire genericamente alle due ruote.

“Siamo sicuri che le bici siano il problema delle strade di Genova? Numeri alla mano il problema è rappresentato da motocicli ed automobili", scrivono i firmatari che invitano poi Bonsignore a un confronto sul tema.

"Abbiamo aspettato un po’ di giorni prima di scrivere queste righe - è l'incipit dello scritto di Fiab - "I giorni del cordoglio per l’ennesima giovane vita spezzata in un incidente stradale, giorni che avrebbero meritato silenzio senza alcuna strumentalizzazione di fatti sui quali indaga la magistratura che dovrà accertare le responsabilità personali dei coinvolti. Chi ha sbagliato è giusto che paghi. Sui social si è letto di tutto e di più in questi giorni. In genere le solite manifestazioni di puro odio nei confronti di chi utilizza la bici per spostarsi in città ma a questo noi siamo abituati e ci guardiamo bene dal rispondere".

I ciclisti urbani hanno raccolto invece dati e prove scientifiche per rispondere alla dichiarazione di Bonsignore "trattandosi di una dichiarazione che sembra rilasciata nell’ambito dell’importante carica che riveste".

Secondo i numeri raccolti dall'osservatorio di Legambiente sulla mobilità, nel 2019 il numero più alto di incidenti nel comune di Genova ha coinvolto auto e moto, che spesso avrebbero causato investimento di pedoni.

Dei 7 pedoni deceduti a causa di un incidente stradale, 4 sarebbero stati investiti da una auto e 3 da una moto; dei pedoni feriti, 311 sono stati investiti da auto, 195 da moto, 102 da autobus e mezzi pesanti, 18 da mezzi non identificati che sono scappati e uno solo da bici.

Sono i numeri rilevati dalle schede Istat compilate dagli organi di vigilanza stradale intervenuti a seguito dell’incidente. Numeri che saltano all'occhio, Genova è la maglia nera negli incidenti stradali in Italia, che per Fiab evidenziano una fatto: "il problema delle nostre strade non sono le bici".

"La sicurezza dipende dal comportamento di ciascun utente della strada, mentre è compito di chi deve far osservare le norme del codice della strada di intervenire per reprimere i comportamenti scorretti da parte di chiunque li adotti e se guardiamo i numeri sopra riportati non ci sono dubbi su dove incominciare".

Rivolgendosi, poi, al presidente dell'ordine dei medici, Fiab porta in campo i benefici dell'uso della bicicletta sulla salute fisica: "Abbiamo aderito alla carta di Toronto, documento redatto nel maggio 2010 da un gruppo di esperti del Global Advocacy for Physical Activity (Gapa), che si propone come testo di riferimento a livello mondiale per la promozione dell’attività fisica e degli innumerevoli vantaggi a essa correlati".

Secondo Legambiente che monitora lo stato di salute delle città attraverso il rapporto Ecosistema Urbano, Genova risulta 87esima su 103 capoluoghi di provincia italiani per emissioni di biossido di azoto, un pericoloso inquinante generato prevalentemente dal traffico veicolare.

"Stupisce quindi la posizione ideologica contro bici e monopattini dell'ordine anche in seguito all'aggiornamento delle Linee Guida globali sulla qualità dell'aria (AQG 2021) che l'Oms ha pubblicato il 21 settembre e che sono state sottoscritte da oltre cento società medico-scientifiche di tutto il mondo".

I ciclisti urbani ne sono certi: "Intervenire sul miglioramento della qualità dell'aria, agendo sul traffico veicolare inquinante e favorendo la mobilità sostenibile, può salvare vite umane, migliorare vivibilità e qualità delle città e aiutare a mitigare i cambiamenti climatici".

La chiusa della lettera è dedicata alla sicurezza in rapporto agli utenti della strada: "Qualcuno è portato a pensare che aumentando i ciclisti in strada aumenta il rischio di incidenti ma non è così...C’è infatti una correlazione tra ciclabilità e riduzione dell’incidentalità, che a sua volta porta un ulteriore aumento dei ciclisti: più ciclisti uguale più sicurezza".

Scatterebbe dunque per Fiab una sorta di preparazione indotta, come quella che porta (non sempre, purtroppo) l'automobilista a frenare in prossimità delle strisce pedonali: "All'aumentare del numero dei ciclisti, i conducenti di automobili diventano più consapevoli della presenza degli stessi e migliorano la loro capacità di anticiparne la presenza nel traffico".

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