Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Ex Ilva, secondo giorno di sciopero: chiusa la Guido Rossa, bloccata via Cornigliano

Dopo il presidio notturno, i metalmeccanici si sono riuniti in assemblea e hanno deciso di proseguire a protesta, nel frattempo il ministro del Lavoro Andrea Orlando si è detto disponibile a incontrare i lavoratori lunedì 28 giugno a Genova

Foto Cgil Genova

Secondo giorno di sciopero e manifestazione a Genova per i lavoratori ex-Ilva contro la decisione dell'azienda di mettere in cassa integrazione ordinaria (Cigo) i dipendenti in assenza di crisi industriale. Dopo aver percorso la Guido Rossa (che era stata chiusa dalla Polizia Locale) i lavoratori, dietro a uno striscione in cui si legge "Governo servo, complice di Mittal", si sono posizionati all'incrocio con via Cornigliano, bloccando di fatto il traffico sia in direzione levante che ponente. 

Dopo il presidio notturno, i metalmeccanici si sono riuniti in assemblea intorno alle sei del mattino e hanno deciso di proseguire a protesta, nel frattempo il ministro del Lavoro Andrea Orlando si è detto disponibile a incontrare i lavoratori lunedì prossimo (28 giugno) a Genova, una disponibilità che non è però bastata per interrompere la protesta.

La richiesta di Fim, Fiom, Uilm, anche con una lettera che sarà formalizzata stamattina all'azienda, è di sospendere la procedura di cassa integrazione. In caso contrario, giorno di pausa domani per il santo patrono della città, ma venerdì si riprende con sciopero e corteo da Cornigliano alla Prefettura. Secondo quanto comunicato ieri sera dallo stesso Orlando, però, l'azienda non avrebbe ancora formalizzato la richiesta della cassa integrazione all'Inps. «Potrebbe essere un'indicazione del fatto che il governo sta iniziando a muoversi politicamente- spiega Stefano Bonazzi, segretario Fiom Genova, all'agenzia di stampa Dire - ma vogliamo una dichiarazione pubblica del ministro che chieda all'azienda di fermare la procedura, che è stata formalmente avviata anche con il primo confronto con i sindacati, durante il quale abbiamo rispedito la richiesta al mittente».

«Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto ieri, con lo stesso schema di gioco. Sì è mosso poco. Manteniamo alta la tensione- riassume all'agenzia di stampa Dire il coordinatore rsu Armando Palombo, delegato Fiom - l'incontro in fabbrica lunedì 28 con il ministro Orlando è un mezzo risultato, importante ma insufficiente. Il 28 è troppo tardi perché sarebbe il primo giorno di cassa. Bene che venga il ministro, ma ci vuole un atto che sospenda la procedura di cassa integrazione: il Governo, anche in qualità di azionista, deve intervenire sull'azienda, si discute a bocce ferme. Se il Governo sta zitto, se non è servo quantomeno è complice». 

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