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Dalla spiaggia al ristorante: il braccialetto che aiuta a mantenere le distanze (e misura anche l'ossigeno)

Lo smartband è firmato da Iit, che lo svilupperò insieme con la Regione: per il governatore Toti potrebbe essere un valido aiuto anche per la stagione balneare

Un braccialetto per mantenere la distanza di sicurezza prevista dalle misure anti-contagio da coronavirus: si chiama iFeel-You, è una creazione dell’Istituto Italiano di Tecnologia e il primo prototipo è stato presentato mercoledì mattina in Regione.

iFeel-You, come gran parte della cosiddetta "wearable technology", la tecnologia da indossare, sfrutta i sensori, e si basa su un principio molto semplice: individua altri braccialetti nelle vicinanze, e nel caso in cui non si stia rispettando la distanza di sicurezza si illumina e vibra, segnalando a chi lo indossa di allontanarsi. Uno strumento utile, secondo il governatore ligure Giovanni Toti, anche sulle spiagge una volta che verranno riaperte.

«Da lunedì il nostro Paese entrerà nell’era delle regole, e non in quella dei divieti - ha detto Toti - e queste regole sono affidate soprattutto al comportamento e al buon senso delle singole persone, non possiamo militarizzare né chiedere alle forze dell’ordine o ai bagnini di verificare le distanze - ha detto il presidente della Regione, Giovanni Toti - La distanza resta una delle principali difese contro il coronavirus, e questo braccialetto può essere una cosa molto utile nella vita quotidiana. Ricorda che bisogna stare a due metri, e che ci si avvicina bisogna indossare la mascherina. Penso che sia un piccolo e interessante passo che può diventare anche una moda che ci aiuta a ricordare a noi stesse piccole cose che possono salvare la vita».

Il braccialetto, una volta indossato, sfrutta i sensori sia per segnalare se si è troppo vicini ad altre persone (vibrando e illuminandosi, memorizzando "l'identità" del proprietario dell'altro braccialetto), ma anche per misurare la temperatura corporea e l’ossigenazione del sangue. Non è un dispositivo gps, ma sfrutta un segnale radio per individuare altri braccialetti nelle vicinanze. Differente, dunque, dall’app di cui tanto si è parlato a livello nazionale, che sfrutta appunto la localizzazione per tracciare le persone raccogliendo anche dati. 

«La distanza è fondamentale, ma dipende da noi - ha detto Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia - Noi possiamo spiegare perché è importante la distanza, ma poi bisogna riabituarci e rivedere le nostre abitudini. Abbiamo quindi pensato di usare la tecnologia per dare una mano. Il nostro braccialetto misura la distanza in maniera più accurata rispetto al cellulare, in contesti diversi come per esempio il mare, dove il cellulare ovviamente non si può usare. Questo oggetto inoltre anche dal punto di vista della privacy ha poco impatto, perché non ci traccia, ma ci ricorda se stiamo o meno mantenendo la giusta distanza, e per questo può essere velocemente adottato».

A oggi il braccialetto è ancora a livello di prototipo, e il prossimo passo sarà cercare aziende disposte a produrlo per siglare una partnership e lanciarlo sul mercato: «Presto potremmo produrlo e credo sia una tecnologia utile da applicare alla vita, che torna normale ma va protetta - ha concluso Toti, che l’ha indossato e provato per dimostrare il funzionamento - Pensiamo a quando saremo sulla spiaggia, e quando la distanza non sarà così facile da mantenere: questo piccolo oggetto ci aiuta a mantenere le regole fondamentali, come mascherina e distanza, che ci aiuteranno a tornare alla nostra vita e allo stesso tempo a non contrarre il covid».

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