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Giornata nazionale del malato oncologico: in Liguria centomila diagnosi di tumore

Filippo Ansaldi, direttore generale di Alisa: "Abbiamo recentemente approvato il Piano regionale oncologico 2023-2027, con l’obiettivo di migliorare i percorsi di cura e la qualità di vita dei pazienti"

Domenica 19 maggio si celebra la Giornata nazionale del malato oncologico, istituita dal Presidente del Consiglio nel 2006, con lo scopo di dedicare attenzione alle persone che attraversano o hanno attraversato l'esperienza della malattia. In Liguria sono circa centomila le persone che hanno avuto una diagnosi di tumore.

"Stiamo completando una serie di percorsi - sottolinea l'assessore alla Sanità di Regione Liguria Angelo Gratarola - legati all’assistenza dei pazienti oncologici, implementando l’approccio multidisciplinare in ogni azienda sociosanitaria con il supporto della rete oncologica regionale. Oltre al percorso di cura per tutte le persone che devono affrontare la malattia, abbiamo potenziato il lavoro dedicato ai pazienti che non stanno più facendo la terapia, ma hanno bisogno di controlli periodici, visite e, in alcuni casi, esami, con l’obiettivo di rendere strutturale il follow up per cinque anni dalla diagnosi".

"Abbiamo recentemente approvato - aggiunge Filippo Ansaldi, direttore generale di Alisa - il Piano regionale oncologico 2023-2027, recependo il piano nazionale, con l’obiettivo di migliorare i percorsi di cura e la qualità di vita dei pazienti. Tra le azioni che abbiamo adottato ci sono l’aggiornamento e il miglioramento dei percorsi di cura già definiti nel corso degli anni, il potenziamento dell’approccio multidisciplinare che consente al paziente di essere seguito da più specialisti come oncologi, chirurghi, radioterapisti e la collaborazione tra ospedale e territorio per poter svolgere anche vicino a casa gli esami di controllo".

"Delle centomila persone liguri che nel corso della loro vita hanno avuto una diagnosi di tumore - prosegue Paolo Pronzato coordinatore del Diar oncoematologico di Alisa – 30mila circa sono i pazienti che sono in trattamento: ci sono coloro che ricevono una cura nella fase iniziale con l’obiettivo di arrivare alla guarigione, attraverso la chirurgia, la radioterapia o anche terapie farmacologiche, per poi arrivare alla fase del follow up. Ci sono poi persone che, invece, hanno una malattia in fase avanzata, che si è cronicizzata: per questi la sopravvivenza è generalmente molto prolungata e si può ottenere un ottimo controllo dei sintomi, con terapie meno invasive rispetto a quanto avveniva in passato e che permettono con rari accessi all'ospedale di controllare la malattia e i suoi sintomi per un lungo periodo di tempo. Per tutti i pazienti oncologici - continua Pronzato - c’è un grande impegno perché si tratta di cure complesse che devono essere garantite attraverso una organizzazione efficace e moderna, costituita dalla rete: i pazienti oncologici sono seguiti con un approccio multidisciplinare che avviene nel luogo di cura ottimale. Per quanto riguarda la fase cronica della malattia, il luogo ottimale è costituito dalla unità di oncologia più vicino a casa, strutture che in Liguria sono molto capillari. Questo ci consente di avere riconosciuta da Agenas la capacità di garantire la risposta ai pazienti a non più di un’ora di distanza dalla loro abitazione. Tra gli obiettivi che ha individuato la rete oncologica ligure ci sono quelli di favorire investimenti in tecnologie sempre più innovative e di predisporre documenti clinici per i pazienti oncologici sempre più funzionali e trasparenti, in modo che ogni paziente conosca il suo percorso di cura, dove si deve curare, chi lo deve fare, cosa deve fare e perché". 

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