Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità

“Riprendiamoci la notte”, presidio di Genova Antifascista nei vicoli

Manifestazione contro quella che il collettivo chiama “finta normalità”, in vista della mobilitazione del 30 giugno

Una “finta normalità”, una “bella illusione” che nasconde problemi più gravi: con questa visione Genova Antifascista torna in piazza, oltre che con la tradizionale manifestazione del 30 giugno anche con un “presidio itinerante” nei vicoli.

“Riprendiamoci la notte”, è lo slogan con cui è stato diffusa la manifestazione, fissata per venerdì 18 giugno: raduno alle 19.30 in piazza Fossatello per poi distribuirsi nei caruggi.

«Il ritorno alla "normalità" è una bella illusione - spiegano da Genova Antifascista - Certamente, con le riaperture, ci sentiamo tutti più sollevati dalle restrizioni che hanno caratterizzato in vario modo quest'anno e mezzo di pandemia, potere vivere una vita sociale degna di questo nome che non sia il tragitto casa-lavoro-casa, per chi un lavoro ed una casa ce l'ha, e ritornare ad incontrarsi di persona e non sulle piattaforme virtuali che hanno condizionato l'anno scolastico come molte professioni. Questo senso di libertà però si ferma quando vediamo gli spazi pubblici colonizzati dai dehors dei privati, e soprattutto le ronde che le varie forze dell'ordine effettuano, come se alcune zone della città siano condannate al combinato disposto di commercializzazione e militarizzazione».

«È un modello di città che si sta imponendo non solo grazie a questa, ma anche alle giunte precedenti, fatta di "grandi eventi" e di turismo mordi-e-fuggi spacciato per risolutivo ma che in impatta positivamente solo su una piccolissima parte della popolazione e della città, ed per i più è vettore di una precarietà feroce (si pensi al settore della ristorazione e dell'accoglienza turistica) e di speculazione edilizia - proseguono - Perciò magari ci sentiamo più liberi, ma di farci sfruttare per qualche euro all'ora o essere costretti a pagare profumatamente per un alloggio, nonostante un vasto patrimonio di edilizia pubblica rimanga non utilizzato per la felicità degli enti ecclesiastici e della borghesia parassitaria. E mentre ci illudono di poter ricominciare a "consumare il tempo libero", restringono gli spazi di agibilità politica e sindacale, e si preparano ad una feroce offensiva di classe liberalizzando i licenziamenti e stravolgendo quella misera forma di welfare che è il reddito di cittadinanza».

«Genova è molto più di quella finta movida che ci offrono come compensazione di un'esistenza fatta di sfruttamento, precarietà e continui soprusi - concludono da Genova Antifascista - É una città ribelle, insofferente all'ordine costituito, che vuole riprendersi le strade e le piazze per una socialità non dettata dalle logiche di profitto, e per riaffermare la propria volontà di non soccombere ai "fascisti in doppio petto" che siedono ai vari livelli amministrativi ed ai loro sgherri neo-fascisti che dettano legge genuflettendosi ai poteri forti».

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