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Per il rilancio della città, priorità al centro storico e alle infrastrutture

Non solo porto per il futuro del capoluogo ligure, secondo gli 'opinion leader' lo sviluppo del tessuto urbano passa per le infrastrutture e la valorizzazione del centro storico

Nella giornata di lunedì 13 dicembre è stata presentata a Palazzo Ducale la ricerca condotta dalla Fondazione Edoardo Garrone sul futuro della città. Nel corso dell’evento intitolato “Tracce per la Genova del futuro” sono stati illustrati i possibili scenari per crescita e sviluppo della città. I punti più importanti secondo i cittadini e gli opinion leader sono gli investimenti sulle infrastrutture e il recupero del centro storico.

La rinascita di Genova dovrà focalizzarsi su turismo, blue economy, salute e benessere dell’infanzia, sinergie con Milano e Torino, messa in rete di saperi e competenze, progetti e investimenti per attrarre giovani talenti, riorganizzazione e sviluppo dei servizi sociali sul territorio. Insomma uno sviluppo che vada oltre lo scalo marittimo, infatti l’immagine metaforica che è stata data alla città nel corso dell’evento è di una “bella addormentata nel porto”.

Una città di straordinaria bellezza e ricca di potenziale, ancora molto legata al suo porto e con tante risorse compresse e nascoste, che aspettano solo di essere svelate e valorizzate in un progetto condiviso di rilancio. L'indagine realizzata da Fondazione Edoardo Garrone ha raccolto alcuni importanti dati per riflettere sui bisogni e le prospettive della città.

I risultati presentati a Palazzo Ducale sono diventati l’occasione per confrontarsi sulle opportunità economiche, culturali e sociali della città. Attraverso 23 interviste a opinion leader e 805 interviste telefoniche a un campione rappresentativo di cittadini genovesi, condotte da Yoodata con il coordinamento scientifico del sociologo Alessandro Amadori, sono stati individuati dieci “cantieri” per la Genova del futuro.

Isolamento geografico, limitatezza spaziale, frammentazione in quartieri isolati, carenza e obsolescenza infrastrutturali, depauperamento demografico e invecchiamento della popolazione, deindustrializzazione, lentezza decisionale, cultura corporativistica e incapacità di “fare sistema” si confermano le principali problematiche da affrontare.

A fronte di queste storiche criticità, la ricerca ha mostrato anche i punti di forza della città che potrebbero diventare un motore di sviluppo: una solida cultura industriale e del “saper fare”, condizioni ambientali e climatiche particolarmente favorevoli, una rinomata attrattività paesaggistica, artistica e culturale, una qualità della vita alta e costantemente in crescita, un’elevata concentrazione di saperi.

All’evento era presente Alessandro Garrone, presidente della fondazione, che ha introdotto così lo studio:

“Genova è impressa nel nostro dna, fa parte della nostra storia familiare e imprenditoriale e vogliamo far parte del suo futuro. Per questo abbiamo sentito l’esigenza di immergerci ancora più profondamente nella sua realtà, per comprenderne appieno complessità, sfaccettature ed energie. Abbiamo acquisito una rinnovata consapevolezza, che ci deriva dall’aver ascoltato protagonisti e testimoni privilegiati ma, soprattutto, dall’aver sondato a fondo percezioni, desideri e aspettative dei cittadini. A partire dai preziosi stimoli che abbiamo raccolto, siamo pronti anche a riorientare la nostra progettualità e a condividere risorse, competenze e informazioni”.

Due questioni sono percepite come particolarmente urgenti: risolvere i nodi infrastrutturali e implementare un grande piano urbanistico per sviluppare ulteriormente il porto, recuperare il centro storico, valorizzare l’area della Fiera, integrare meglio l’intera area metropolitana e l’entroterra.

I risultati dello studio della Fondazione Garrone sono stati commentati così dal sindaco Marco Bucci:

“La strategia di città che abbiamo impostato 5 anni fa porta Genova finalmente a crescere e non più a gestire il declino. Questo cambiamento negli ultimi quattro anni mi rende molto orgoglioso perché vuol dire che tutti quanti a Genova hanno capito che possiamo crescere. L’amministrazione che non prende decisioni è un problema enorme, noi abbiamo sempre dimostrato che prendiamo decisioni. Il disegno della Genova del futuro è iniziato. In città ci sono cantieri aperti e tanti altri apriranno nei prossimi mesi. Nei futuri cinque anni avremo 8 miliardi di euro da spendere in città: una vera e propria rivoluzione attende Genova“.

Il presidente Giovanni Toti è intervenuto nella cerimonia di presentazione con queste parole:

“Questa indagine offre una serie di spunti di grande interesse, delineando prospettive e suggestioni perché Genova possa continuare a essere protagonista, a proseguire in quel percorso di crescita e rinnovamento che, grazie al suo porto e allo sviluppo del settore high tech e del turismo, ha visto la nostra città capace di farsi trovare pronta per le sfide del nostro tempo. Tra questi punti nodali ci sono ovviamente le infrastrutture, uno dei temi cardine della nostra azione per il futuro dell’intera Liguria: un impegno che ha già portato a risultati concreti, penso al nuovo ponte di Genova, ma anche a tutte quelle grandi opere che non sono ancora concluse ma per cui il lavoro prosegue senza sosta, dalla nuova diga del porto al Terzo Valico”.

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