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Giovedì, 19 Maggio 2022
Attualità

Fincantieri, asilo nido in ogni stabilimento

L'accordo tra i sindacati e il gruppo è stato firmato alla presenza della ministra alla Pari Opportunità Bonetti: nei prossimi anni anche le tre sedi liguri avranno uno spazio dedicato ai figli delle madri lavoratrici

Vicino a ogni cantiere sorgerà un asilo nido aziendale. A siglare l'accordo con i sindacati è il gruppo Fincantieri, alla presenza della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena.

Il primo sarà inaugurato a Trieste nella sede della Divisione Navi Mercantili della società e prenderà il nome di “Fincantesimo”. Farà seguito l’asilo nido per i dipendenti del cantiere di Monfalcone, che verrà inserito nell’ex Albergo Operai, luogo simbolico del legame storico di Fincantieri con il territorio. E poi sarà la volta della Liguria con le tre sedi di Sestri Levante, Riva Trigoso e Muggiano.

Nonostante la pandemia - comunica il gruppo - Fincantieri ha effettuato nell’ultimo triennio più di 1.400 assunzioni, soprattutto di giovani che hanno ulteriormente abbassato l’età media della popolazione aziendale. Nel corso del 2021 l’azienda ha effettuato un sondaggio interno per verificare l’interesse in merito agli asili nido, ricevendo un riscontro fortemente positivo che ha portato a sviluppare il progetto. Il costo del servizio sarà a carico dell’azienda, fatta salva una retta mensile, differenziata secondo fasce Isee, che verrà sostenuta dai genitori dei bambini accolti nelle strutture. Per le famiglie che dovessero restare escluse dalla graduatoria di ammissione Fincantieri valuterà sostegni alternativi, mentre, in caso di domande inferiori alle disponibilità, gli asili nido verranno aperti alle comunità locali, comprendendo anche i figli dei dipendenti delle ditte dell’indotto.

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Il nostro obiettivo è di favorire l’equilibrio tra il lavoro e la vita privata, soprattutto permettendo alle donne di essere madri in ogni momento. Infatti, la riflessione da cui siamo partiti per la definizione del progetto è che la donna assolve almeno a tre compiti fondamentali: madre, lavoratrice e organizzatrice della vita familiare. Grazie a questo accordo sosterremo tutti i suoi ruoli, dando alla lavoratrice pari opportunità dei colleghi maschi e alla madre la possibilità di essere vicina ai propri figli anche mentre è al lavoro. Un contributo magari modesto, ma ci auguriamo significativo, poiché l’Italia ha assoluto bisogno di bambini e la nostra iniziativa vuole concorrere a risolvere in maniera tangibile e innovativa il problema della scarsa natalità”.

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