Ex Ilva, dopo la protesta vittoria dei lavoratori: annullato un licenziamento e le sospensioni

In mattinata un corteo per le vie del centro, seguito da un confronto con la prefettura

Vittoria per i lavoratori ex Ilva e la Fiom. Dopo una protesta durata giorni, un corteo per le vie del centro città e una lunga riunione con il prefetto, è stato stabilito il reintrego di uno dei tre lavoratori licenziati e il ritiro delle lettere di sospensione inviate a 250 dipendenti dello stabilimento ArcelorMittal.

Al termine della mattinata di proteste, infatti, è stato convocato in Prefettura il direttore dello stabilimento, che dopo una dura trattativa ha firmato un verbale di accordo con la Fiom Cgil nel quale si sancisce il ritiro delle lettere di sospensione e la reintegra di uno dei tre licenziati.

«Ottimo risultato - commentano Bruno Manganaro e Igor Magni - che non ferma l'azione sindacale che ora è tesa a tutelare gli altri due dipendenti licenziati e soprattutto a monitorare con fermezza le questioni legate alla sicurezza sul lavoro e a chiedere con forza investimenti sugli impianti a garanzia del futuro occupazionale dei dipendenti e della siderugia del nostro paese».

Il corteo era partito intorno alle 8.30 di mercoledì, organizzato dopo la notizia del licenziamento di tre lavoratori. Circa 500 le persone in marcia, tra cui anche dipendenti delle altre aziende della città che hanno voluto manifestare la loro solidarietà. Da Sampierdarena il percorso ha toccato piazza dell’Annunziata, i tunnel di piazza Fontane Marose e di piazza Corvetto ed è arrivato infine in via Roma, davanti alla prefettura, poco prima delle 11: i lavoratori hanno indossato tutti le mascherine, nel rispetto delle norme anti coronavirus, e al loro arrivo in largo Lanfranco i poliziotti presenti si sono tolti il casco in segno di solidarietà e distensione, scatenando gli applausi.

VIDEO | Il corteo dei lavoratori ex Ilva in prefettura: la polizia si toglie il caso tra gli appalusi

La protesta dei lavoratori era iniziata con l'assemblea di lunedì mattina davanti ai cancelli dell'azienda, ed è proseguita martedì con il blocco dei varchi merci nell'area adiacente all'aeroporto, blocco che ha spinto ArcerlorMittal a rispondere con la linea dura, annunciando una segnalazione all'autorità giudiziaria e lo stop all'attività produttiva con conseguente sospensione degli stipendi.

Solidarietà ai lavorato ex Ilva è arrivata da tutte le aziende genovesi, da Fincantieri ad Ansaldo Energia passando per Leonardo, e la rappresentanza sindacale della Fiom Cgil ha proclamato uno sciopero di due ore suddiviso a rotazione tra i reparti. Nei prossimi giorni è prevista la convocazione del Comitato di Vigilanza.

«Abbiamo scritto alla Prefettura di Genova affinchè convochi il Comitato di Vigilanza previsto dall'Accordo di Programma del 2005 firmato dal Governo, da diversi Ministri, dall'Autorità Portuale e da Regione e Comune - ha spiegato Bruno Manganaro Segretario Generale Fiom Cgil Genova - L'azienda dopo aver distrutto l'azienda vuole distruggere anche i lavoratori. ArcelorMittal non investe un centensimo sugli impianti, nemmeno sulla sicurezza. Probabilmente le denunce dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza hanno toccato nervi scoperti viste le mosse scomposte dell'azienda che nella giornata di venerdì ha inviato a tre dipendenti le lettere di licenziamento alle quali se ne potrebbe presto aggiungere una quarta».

«Noi andiamo avanti perchè purtroppo in ballo non si sono solo i licenziamenti, ma se ancora non si fosse capito, in discusione c'è il futuro della siderurgia a Genova e di tutto quello che ciò significa per la città», ha concluso Manganaro.

La Società di Mutuo Soccorso Guido Rossa, intanto, ha organizzato una sottoscrizione pubblica aperta alla città, al mondo delle associazioni e a tutti coloro che volessero aiutare i tre lavoratori licenziati e le famiglie per sostenerli economicamente.

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