Covid, Toti: «A giorni l'Evangelico tornerà ospedale generalista»

Una sola terapia intensiva che oggi viene trasferita al San Martino, 11 pazienti ricoverati: il presidente della Regione conferma che la struttura di Voltri riprenderà l'attività di elezione

Tornano a salire, anche se di poco, le persone ricoverate negli ospedali liguri per coronavirus, ma per il presidente della Regione, Giovanni Toti, i dati sono comunque confortanti. Tanto che nei prossimi giorni l’Evangelico di Voltri «tornerà alle attività di elezione», come ha confermato lunedì sera da Sarzana, dove ha tenuto il consueto aggiornamento sull’epidemia.

«Oggi abbiamo 853 ricoverati, dieci in più rispetto a ieri, ma comunque un numero che ci rassicura, visto che nel picco, il 17 novembre, ne avevamo più di 1.500 e pensavamo di andare verso i 1.600 - ha detto Toti - questo significa che in meno di un mese i ricoverati si sono dimezzati».

«I ricoveri lunedì sono cresciuti un po’ nelle Asl di Ponente - ha proseguito il presidente della Regione - calano di 4 al San Martino e cala anche l’Evangelico, che ormai ha una sola terapia intensiva. Ho già parlato con il dottor Grattarola, direttore del dipartimento emergenze, e il paziente in terapia intensiva verrà trasferito domani al San Martino, così che l’Evangelico di Voltri si appresta a tornare un ospedale generalista».

Toti ha quindi confermato che il numero dei morti resta alto - 17 registrati lunedì - e si è detto poi «preoccupato» delle ipotesi di lockdown generalizzato per le feste di Natale: «I dati si confermano quelli di una regione decisamente in fascia gialla, per questo mi risultano preoccupanti le voci di possibili scelte di zone omogenee rosse o divieti ancora più stringenti nelle giornate a venire - ha chiarito - Se è vero che bisogna mantenere comportamenti prudenti, è anche vero che il sistema a zone e la capacità dei territori di contenere il virus dovrebbero essere tenuti in considerazione. Spero che gli italiani possano avere un po' di respiro, senza misure omogenee restrittive anche per territori che in questo momento non ne hanno bisogno. Se la situazione epidemiologica dovesse mutare, siamo pronti anche a mutare le nostre posizioni e a intervenire come abbiamo fatto a Sarzana e Spezia molto prima che la seconda ondata entrasse nel vivo, contenendola con risultati positivi».

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