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Luca Bizzarri contro Adinolfi su Elliot Page: il botta e risposta su Twitter diventa virale

Il presidente nazionale del Popolo della Famiglia interviene sui social sull’annuncio di Page, che ha recentemente dichiarato di essere transgender. E il presidente della Fondazione Ducale risponde, tra gli elogi della community

“Blastato” su Twitter da Luca Bizzarri, attore e presidente della Fondazione Palazzo Ducale, per un tweet su Elliot Page: il verdetto arriva proprio dalla community dei social, protagonista Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia.

Al centro del dibattito la dichiarazione di Elliot Page: conosciuto in precedenza come Ellen Page, l’attore ha deciso di affidare il coming out ai social, con una lettera in cui ha spiegato di essere transgender e di essere felice di poterlo finalmente condividere. Page, 33 anni, ha recitato in numerosi film e per "Juno" ha ricevuto anche una candidatura agli Oscar. E il suo coming out (accompagnato dalla richiesta di riferirsi a lui con pronomi maschili o neutri) è stato accolto con calore da tutti i fan (e non solo), che hanno apprezzato il coraggio nell’esporsi pubblicamente, via social, su una transizione che ancora oggi viene vista in modo negativo.

Tra i detrattori di Page è spuntato anche Adinolfi: «Era bella attrice di nome Ellen Page. La gloria si trasformò in noia e ci disse che dovevamo sapere che era lesbica - ha scritto su Twitter - Ok, no problem. Troppo ordinario però. Oggi ci dice che si chiama Elliot, è una “persona trans non binaria”, bisogna dargli del lui e se non applaudi sei omofobo». Immediata la risposta di Bizzarri: «Non capisco perché dovresti applaudire», ha chiesto l’attore genovese, cui Adinolfi ha nuovamente risposto, spiegando «io invece penso che se uno è grasso diciamo come me e fa un comunicato per dire “da oggi dovete dire che sono magro” come minimo va chiamata la croce verde».

«L’identità sessuale non è decisa solo biologicamente, il peso sì - è stata la replica di Bizzarri -E comunque ti dirò: se da domani tu dicessi che dobbiamo chiamarti magro io non avrei nessun problema a farlo. Ti ricordo che con un divorzio e un matrimonio a Las Vegas ti fai chiamare “cattolico praticante”». Una replica diventata virale sui social, con centinaia di commenti e retweet e il plauso di molte associazioni che si battono per la difesa dei diritti lgbtq.

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