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Regione-Ministero della Difesa, convenzione triennale per incentivare e promuovere la raccolta di sangue

La convenzione disciplina le modalità della donazione da parte dei volontari militari a favore delle strutture trasfusionali liguri e la collaborazione con i centri di produzione di emoderivati per la trasformazione del plasma raccolto dalle strutture militari

La Liguria e il Ministero della Difesa uniscono le forze per promuovere la donazione di sangue e potenziare il sistema trasfusionale regionale.

È stata siglata infatti in mattinata la convenzione triennale tra il ministero della Difesa e Regione Liguria, sottoscritta dal tenente generale Nicola Sebastiani, responsabile dell’Ufficio di direzione e coordinamento del Servizio Trasfusionale dell’Ispettorato Generale della Sanità Militare, e dal presidente della Regione Giovanni Toti.

Il protocollo si concentra su formazione del personale, agevolazione della raccolta sangue ed emocomponenti con le autoemoteche delle associazioni dei donatori di sangue operanti sul territorio, autorizzate e accreditate con il sistema sanitario ligure, e incentivazione delle attività dei valutatori del sistema trasfusionale italiano.

Nello specifico, la convenzione disciplina da un lato le modalità della donazione di sangue da parte dei volontari militari a favore delle strutture trasfusionali liguri e la collaborazione con i centri di produzione di emoderivati per la trasformazione del plasma raccolto dalle strutture militari, dall’altro lo scambio di emocomponenti per assicurarne la fornitura anche alle forze armate in caso di insufficiente disponibilità da parte del servizio trasfusionale militare. Nell’ambito dell’intesa saranno coinvolte, attraverso la struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali, le associazioni/federazioni dei donatori volontari di sangue e saranno predisposte tutte le iniziative volte a favorire la promozione alla donazione volontaria, periodica, anonima, gratuita e responsabile e l’aggiornamento tecnico-professionale degli operatori del settore.

La raccolta di sangue ed emocomponenti potrà inoltre essere effettuata presso gli enti e comandi militari anche da strutture trasfusionali del sistema sanitario ligure esclusivamente con le autoemoteche delle associazioni autorizzate e accreditate, a seguito di una pianificazione con i comandi e gli enti interessati e una richiesta di autorizzazione inviata almeno un mese prima dalla data stabilita per la raccolta. In caso di emergenza, in via eccezionale e straordinaria, l’Ispettorato generale per la Sanità militare potrà rivolgersi direttamente al centro regionale sangue che metterà a disposizione le unità richieste, se disponibili.

«La Liguria è orgogliosa di sottoscrivere questa convenzione, per cui ringrazio le forze armate e che speriamo possa garantire un maggior numero di donatori di sangue alla nostra regione - ha detto Toti - Siamo certi che questa collaborazione sarà fondamentale anche per sensibilizzare ancora di più i nostri cittadini, soprattutto i giovani sull’importanza di un gesto semplice ma di grandissima generosità che può salvare delle vite».

«La Liguria è la settima regione con cui viene sottoscritto questo accordo ma è la prima nel periodo emergenziale - ha aggiunto il tenente generale Sebastiani - È una collaborazione fondamentale perché consente di costituire una rete nazionale di donatori militari mettendoli al servizio del paese con le donazioni di sangue, perfettamente in linea con quella che è la filosofia e la missione delle forze armate che è quella di sostenere qualsiasi esigenza del Paese, soprattutto nei momenti di emergenza. In questo l’accordo prevede una sinergia molto stretta con i centri di coordinamento regionale: la Liguria ha un potenziale di circa 10.300 possibili donatori militari disponibili in gran parte alla Spezia dove c’è anche la Marina Militare e un centro di raccolta sangue. È un accordo che spero si porterà a completamento in tempi brevi con tutte le regioni italiane».

Soddisfatta anche Vanessa Agostini, direttore dell’Unità Operativa Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Policlinico San Martino e della Struttura Regionale di Coordinamento per le Attività Trasfusionali: «La stipula di questa convenzione assume un valore di particolare importanza perché viene dopo un lungo anno di pandemia che ha rischiato di compromettere le attività di raccolta del sangue intero e di plasma necessario per la produzione di medicinali plasmaderivati. La firma di oggi avviene ad una settimana dalla Giornata mondiale del Donatore, di cui l’Italia è stata protagonista, e ad inizio dell’estate, periodo difficile e complesso per le donazioni».

Agostini ha ricordato che in Liguria, nei primi 5 mesi del 2021, si è assistito a una ripresa della donazione di globuli rossi e plasma rispetto allo stesso periodo del 2020, ma con l’arrivo della stagione estiva «i dati sono nuovamente in calo. Inoltre si è assistito ad un incremento dell’utilizzo clinico degli emocomponenti legato alla ripresa delle attività sanitarie post-lockdown. La possibilità di collaborazione offerta dalla convenzione tra ministero della Difesa e Regione sottolinea ancora di più l’importanza della donazione, assolutamente insostituibile e necessaria e mi auguro possa essere di richiamo per la popolazione, soprattutto giovanile».

Per il presidente della Fidas Liguria Claudio Petrucci, «l’attività di sensibilizzazione è importante soprattutto nei confronti delle nuove generazioni perché, considerata la possibilità di donare fino a 65 anni e l’anzianità della nostra popolazione, è indispensabile fare leva sui giovani che saranno la linfa per le donazioni nei prossimi anni. Per i ragazzi il gesto della donazione diventa anche un comportamento virtuoso dal punto di vista sociale».

«Questa collaborazione con le forze armate ci offre l’opportunità di avere a disposizione un bacino importante di potenziali donatori in buona salute e già orientati a lavorare al servizio del Paese e dei cittadini - ha aggiunto il presidente di Avis Liguria Alessandro Casale - l’importanza della donazione di sangue e plasma e la disponibilità dei donatori nel corso di tutto l’anno in risposta al fabbisogno dei malati, garanzia per poter far fronte di volta in volta sia agli eventuali periodi di maggiore carenza sia alla ordinaria, continua necessità di sangue del sistema sanitario. Mi auguro possa anche essere un esempio virtuoso e stimolo per molti giovani a mettersi al servizio della patria e della propria comunità, perché, non solo vestendo un’uniforme, ma semplicemente donando il sangue, possiamo fare molto per gli altri».

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