Sabato, 16 Ottobre 2021
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Dialogo nel buio lascia Genova, la chiatta fa rotta su Roma dopo 9 anni: «Aiutateci a trovare una nuova sede»

La mostra-percorso sensoriale in totale assenza di luce promossa dall’Istituo Chiossone Onlus si dirige verso l’Isola Tiberina. E ora si cerca una nuova sede per portare avanti l’iniziativa

Era il 2011 quando a Caricamento arrivava un progetto che in precedenza era stata vista soltanto nella multiculturale Molano, una mostra che si tramutava in percorso sensoriale una volta varcata la soglia. A distanza di 9 anni, Dialogo nel Buio lascia Genova e si sposta verso Roma, ovviamente a bordo della chiatta su cui si è spostata nel 2013.

L’iniziativa promossa nel 2011 dall’Istituto per ciechi e ipovedenti David Chiossone (insieme con Costa Edutainment e Cooperativa Solidarietà e Lavoro) si è spostata da Caricamento alla Darsena, davanti al Museo del Mare, passando dai container alla chiatta ex Urban Lab di Fincantieri. La stessa chiatta che martedì partirà, dopo una sosta in faxino per le operazioni necessarie al viaggio per far rotta verso l’Isola Tiberina, sul fiume Tevere, e raggiungere la sua nuova casa. 

La chiatta arriverà a Roma il 23 dicembre, un trasferimento appoggiato dall’Istituto Chiossone vista la volontà del Centro regionale Sant'Alessio per i ciechi (Azienda di Servizi alla Persona della Regione Lazio) di accogliere e promuovere l’esperienza di Dialogo nel Buio e la disponibilità di Fincantieri, proprietaria della chiatta ex “Urban Lab”. A oggi non c’è una data per la riapertura: impossibile in periodo di coronavirus tenere aperta una mostra che proprio sul contatto e sulla vicinanza si basa, nel tentativo di regalare un’esperienza unica nel suo genere. Dopo oltre 30 anni, e con hub in 23 Paesi al mondo, l’iniziativa sta affrontando una chiusura graduale che, si spera, almeno a Roma potrà finire in primavera. 

L’Istituto Chiossone, in collaborazione con il Comune di Genova, sta intano continuando a lavorare con l’obiettivo di riaprire Dialogo nel Buio in un’altra sede a Genova, un progetto che necessita di finanziamenti per allestire la mostra ex novo: «Sono orgoglioso che Dialogo nel Buio che abbiamo allestito sulla chiatta possa trovare una seconda vita a Roma, ampliando la diffusione di un messaggio di integrazione e solidarietà che con passione e impegno abbiamo portato a Genova quasi 10 anni fa - è stato il commento di Claudio Cassinelli, presidente dell’Istituto David Chiossone. - Desidero oggi rivolgere un appello alle istituzioni locali, agli enti economici e alle aziende del territorio e a tutti i cittadini affinché ci aiutino a riaprire Dialogo nel Buio a Genova in una nuova sede e a dare così continuità a un’iniziativa che significa tanto per Genova e la Liguria: per il suo alto valore educativo, per l’opportunità professionale qualificata che offre alle guide non vedenti, per la ricchezza che porta all’offerta turistica e culturale della nostra città”.

Per Stefano Dagnino, presidente della Cooperativa Solidarietà e Lavoro, il trasferimento della chiatta comporta anche criticità di tipo lavorativo, visto che all’interno di Dialogo nel Buio erano impiegate persone cieche o ipovedenti che accompagnavano i visitatori durante il percorso: «Grazie all'inversione dei ruoli tipica del percorso sensoriale di Dialogo nel Buio, le guide hanno potuto dimostrare di essere una risorsa per il mondo produttivo - ha sottolineato Dagnino - Certo non è facile trovare un ambiente di lavoro che agevoli il loro reinserimento, per questo auspichiamo nel supporto del pubblico e del privato per dare vita a nuovi progetti e agevolare una loro ricollocazione».

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