Cucciolo di capriolo "rapito" dai prati, l'Enpa avvisa: «Non toccateli mai»

Il primo piccolo arrivato a Campomorone è stato preso da una famiglia che stava facendo un'escursione e ha pensato fosse stato abbandonato. In realtà non è così, e toccarli li mette a rischio

“Primo rapimento dell’anno”: così l’Enpa ha amaramente definito l’arrivo di un piccolo di capriolo nel centro di recupero animali selvatici di Campomorone. Rapimento perché, come più volte sottolineato sia dall’Enpa sia dagli esperti di fauna selvatica, i cuccioli di capriolo spesso vengono presi dai prati, dove le madri li lasciano al sicuro, da escursionisti ignari di non essere alle prese con un salvataggio, ma con un rapimento, appunto.

Le femmine di capriolo lasciano infatti i cuccioli nei prati, in mezzo all’erba, mentre vanno in cerca di cibo. Il piccolo, grazie al caratteristico manto striato, si mimetizza ed è al riparo da eventuali predatori. Non dagli umani, però, che incautamente si avvicinano, magari toccandolo, ed eliminando l’odore con cui la mamma è in grado di rintracciarlo. Nei casi peggiori finiscono invece per prenderlo e portarlo all’Enpa convinti di averlo salvato perché abbandonato, quando in realtà lo hanno separato dalla mamma, che non lo accetterà più, perché ormai privo del caratteristico odore.

Il primo cucciolo è arrivato all’Enpa domenica, giorno in cui moltissime persone si sono riversate sui sentieri per “aggirare” il lockdown da coronavirus, e il timore è che si tratta soltanto del primo: «Questo cucciolo è stato recuperato da una famiglia che girava col cane libero nei prati di Lumarzo - spiegano dall’Enpa - per fortuna il cane non lo ha aggredito e nonostante il piccolo fosse palesemente sano è stato portato via. Come sempre faremo il possibile per crescerlo, ma il rischio che non ce la faccia è elevatissimo. Elencare i comportamenti scorretti della famiglia che lo ha preso sarebbe lungo e noioso. Ci limitiamo a ripetere che i caprioli non vanno toccati: anche se sono da soli non sono stati abbandonati dai genitori. In caso di dubbi potete sempre contattare un Cras o la Forestale. Il 90 % dei caprioli neonati di cui ci occupiamo sono stati rapiti».

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«Questo è il mese delle nascite - aggiunge Francesco Baroni, presidente dell’Enpa Genova - la strategia di difesa dei piccoli di capriolo consiste proprio nello stare immobili nell'erba, non hanno l'istinto alla fuga, per questo anche se vengono avvicinati non scappano. Non sono abbandonati, la madre si è allontanata per cercare cibo e tornerà. Nel caso si avessero dei dubbi sullo stato di salute del piccolo, prima di prendere iniziative avventate chiamateci».

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