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Inchiesta corruzione, Crozza canta una speciale versione di "Ma se ghe penso"

Il comico ligure nell'ultima puntata della stagione del suo show: "Noi genovesi come abbiamo fatto a passare da Colombo, che voleva le Indie, da Mazzini, che voleva la repubblica, da Mameli che voleva l'Italia Unita, a Toti, Spinelli e Signorini che volevano farsi i ca**i loro?"

Non poteva non iniziare con un monologo sull'inchiesta sulla corruzione in Liguria, l'ultima puntata della stagione di "Fratelli di Crozza" in onda su Nove venerdì scorso.

Il comico genovese ha iniziato rivolgendosi al pubblico: "Che mazzata che è arrivata a me che sono genovese, ragazzi. Ma io adesso dove vado? Mi adottate? È l'ultima puntata della stagione, non me la sento di tornare a Genova che pure è la mia città. Noi genovesi come abbiamo fatto a passare da Colombo, che voleva le Indie, da Mazzini, che voleva la repubblica, da Mameli che voleva l'Italia Unita, a Toti, Spinelli e Signorini che volevano farsi i ca**i loro?".

Insomma, che pensare della situazione in Liguria? Crozza, a questo proposito, rispolvera proprio "Ma se ghe penso" (ma se ci penso), uno dei grandi classici della canzone dialettale. Se nella versione originale è uno struggente ricordo della bella Genova nel cuore di un cittadino che emigra in America in cerca di fortuna, nella versione del comico genovese il testo - cantato rigorosamente in genovese - recita così: "Se penso a Toti allora mi sento male, se penso che governa Genova mi sento ancora peggio. Lui promette spiagge ai furbetti senza cuore, per due soldi svende anche i moli. Penso alla politica di Mazzini e di Pertini, per il nostro Paese sono stati anche in prigione, invece Toti non ci è ancora finito, ora è a casa... aspettiamo tutte le intercettazioni".

E ancora: "Le accuse a Toti (leggendo sui giornali, ndr) 74mila euro in cambio di favori? Se fosse vero sarebbe proprio un prezzo alla genovese, cioè praticamente tutta la Liguria costa come un box a Milano. Ma io non ci credo, sono certo che ne usciranno tutti puliti, come i minatori a fine turno. Sto scherzando. Comunque un paio di giorni in miniera li manderei".

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Non è stato l'unico momento in cui il programma ha parlato di quello che sta succedendo in Liguria. Gli sketch continuano con l'imitazione di Flavio Briatore, un cavallo di battaglia di Crozza. E anche qui è impossibile non parlare di Toti anche perché il presidente della Regione è stato arrestato proprio mentre si trovava a Sanremo, poco prima di una serie di impegni istituzionali a ponente, compresa una conferenza stampa proprio con Briatore. "Sono sotto 'cioc' - ha detto Crozza-Briatore - ma tu magistratura mi arresti Toti proprio mentre io presento il Twiga?".

Poi Crozza-Razzi si è confuso e ha parlato di Francesco Totti (anziché Toti): "Sì, è vero che Toti ha nascosto le borse, ma Ilary gli ha preso i rolex".

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