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Ricostruzione ponte, Autostrade consegna il piano a Bucci: «Possiamo farlo in 9 mesi»

Aspi ribadisce quanto sostenuto a pochi giorni dal crollo: in meno di un anno è possibile demolire e ricostruire. E anche l'austriaca Strabag dichiara di essere pronta a intervenire per Genova

Autostrade per l’Italia resta ferma sulla sua posizione: può ricostruire il ponte sul Polcevera, e lo può fare in tempi brevi, appena 9 mesi tra demolizione e ricostruzione. La dimostrazione nel progetto che la società ha inviato al commissario per la ricostruzione Marco Bucci giovedì, sottolineando «l’essenziale l’obiettivo di ripristinare nei minori tempi possibili il Viadotto Polcevera.

Il progetto, come chiarito in una nota inviata da Aspi, prevede «le attività di demolizione e ricostruzione del Ponte da realizzarsi in nove mesi decorrenti dalla sua approvazione e dalla disponibilità delle aree. Su tale progetto la società è pronta ad impegnarsi contrattualmente al rispetto dei tempi indicati, fornendo garanzie economiche al riguardo».

Autostrade, insomma, è pronta a mettere soldi e faccia nella ricostruzione del viadotto, e si è già detto disponibile a «sviluppare eventuali ulteriori ipotesi progettuali, laddove richieste dal Commissario». Il riferimento è con tutta probabilità al progetto di Renzo Piano, presentato a inizio settembre durante un incontro cui ha preso parte anche l’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci. 

Una presenza allora poco ben vista dai genovesi (oltre che dal governo, che già aveva avviato le procedure per la sospensione della concessione ad Autostrade), ma il sentimento, dopo mesi di viabilità nel caos e commercianti in ginocchio, ha iniziato a mutare: come ribadito più volte via Facebook, alle autorità e ai media, «ci serve solo un ponte», e il fatto che Autostrade abbia ribadito la ricostruzione in 9 mesi dicendosi disposta a garantire economicamente ha fatto riflettere anche i più inflessibili. Se i lavori partissero a dicembre, così come tanto voluto dal sindaco e commissario Bucci, il nuovo ponte sarebbe pronto già a settembre 2019, ed entro al fine del 2019 la viabilità sarebbe ripristinata.

Resta comunque il fatto che nel tanto contestato (e oggetto di revisione) decreto Genova non c’è traccia di Autostrade, anzi: il governo ha chiarito che la società dovrà pagare, ma non potrà mettere un dito nel processo di ricostruzione, aperto però agli altri concessionari. E nei giorni scorsi un nuovo nome si è fatto avanti per aiutare la città: si tratta di Strabag, colosso austriaco delle costruzioni, attualmente impegnato nella costruzione di un lotto del tunnel ferroviario del Brennero.

La presidente dell’azienda austriaca, Marina Humitsch, ha detto giovedì ai microfoni della radio del Sole 24 Ore che «siamo interessati alla ricostruzione del ponte, aspettiamo dal commissario le regole per l'affidamento degli appalti. Siamo un'impresa di costruzione generale parte di un gruppo da quasi 15 miliardi di euro, abbiamo già realizzato in Italia diverse opere infrastrutturali, tra cui un maxi-lotto del Quadrilatero Marche Umbria, un lotto della Pedemontana Lombarda, un lotto della Sgc Siena-Grosseto, e all'interno di queste opere molti ponti e viadotti. Fra l'altro abbiamo spesso collaborato con Cimolai, una delle migliori imprese nel mercato della carpenteria metallica, e saremmo felici di lavorare con loro anche per il ponte di Genova».

Autostrade, dal canto suo, attende il verdetto del commissario Bucci, che potrebbe farsi intermediario col governo: «La società ritiene che la presentazione di tale soluzione progettuale ed operativa - ha concluso riferendosi al progetto presentato - sia doverosa e legittima e la più efficace per ripristinare in tempi certi e rapidi la tratta autostradale Genova Aeroporto-Genova Ovest, auspicando che possa essere positivamente valutata dal commissario straordinario e dalle istituzioni tutte». 

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