Il procuratore capo Cozzi: "Ora per il ponte controlli rigorosi. Lo dobbiamo alle 43 vittime"

"Con i nuovi vertici di Aspi cambio di passo", ha detto il procuratore capo

“È innegabile che con il nuovo assetto di Autostrade siano stati fatti interventi più radicali, e che al contempo il ministero delle Infrastrutture stia facendo il proprio dovere di controllore con rigore. La sicurezza viene sempre prima di tutto, magari avessimo avuto questi disagi nei mesi precedenti al crollo del Morandi”.

Il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, nei giorni del secondo anniversario della tragedia del Polcevera ha commentato in un colloquio con Repubblica i tre filoni di indagine che gli inquirenti stanno approfondendo sullo stato di conservazione e sui controlli dei viadotti, delle gallerie e delle barriere anti-rumore. Il magistrato, che sta lavorando per ricostruire dinamiche e responsabili, era presente alla cerimonia "perchè è un dovere morale nei confronti di 43 famiglie".

Il cambio di passo dei nuovi vertici di Aspi nella gestione delle diverse problematiche della rete era stato evidenziato da Cozzi anche alcuni giorni prima, nel corso di un’intervista a un'emittente televisiva: “Da quando è crollato il ponte Morandi - aveva dichiarato il procuratore - purtroppo sono continuati atteggiamenti di sciatteria fino a quando non c’è stata la nuova gestione di Autostrade per l’Italia che ha capito che non si poteva più fare finta di niente”.

Le parole di Cozzi si riferiscono evidentemente all’estromissione della società Spea dalle attività di sorveglianza della rete autostradale, deliberato dal Cda di Aspi alla fine del 2019, per affidare i controlli a un pool di società indipendenti di ingegneria di livello internazionale, capitanate dalla multinazionale francese Bureau Veritas. Aspi ha inoltre annunciato un piano straordinario di manutenzione e investimenti di 7,5 miliardi di euro per ammodernare la rete autostradale entro i prossimi 3 anni.

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