rotate-mobile
Domenica, 27 Novembre 2022
Attualità Albaro / Corso Italia

"Un nome per la pista ciclabile di corso Italia", i risultati del sondaggio

Lanciato da Fiab e #genovaciclabile, i votanti hanno scelto Rocco Rinaldi, ciclista amatoriale genovese di 70 anni morto nel 2015, inviata la proposta al sindaco Bucci

A distanza di circa un mese l'associazione di ciclisti Fiab, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, e il gruppo Facebook #genovaciclabile hanno ufficializzato i risultato del sondaggio lanciato per dare un nome alla pista ciclabile di corso Italia.

Foto | La nuova pista ciclabile di corso Italia

Le proposte 

Due erano i nomi proposti

  • Michele Scarponi, Ciclista su strada, professionista dal 2002, soprannominato L'Aquila di Filottrano per le sue caratteristiche di scalatore, vinse la Tirreno-Adriatico 2009 e, dopo la squalifica di Alberto Contador, il Giro d'Italia 2011. Il 22 aprile 2017, mentre si stava allenando per le strade di Filottrano, sua città di residenza, veniva mortalmente investito da furgone che non aveva rispettato lo stop. 
  • Rocco Rinaldi. Ciclista amatoriale genovese di 70 anni, il 5 marzo 2015, stava percorrendo in bicicletta Corso Italia, urtato dalla portiera di un’auto, aperta all’improvviso, cadeva sull’asfalto e veniva investito da uno scooter che sopraggiungeva. Trasportato all’ospedale moriva poco dopo.

I risultati e la petizione al sindaco 

Dei 562 che si sono espressi il 79,9% ha votato per Rocco Rinaldi, il restante 20,1% per Michele Scarponi. I risultati del sondaggio sono stati inviati oggi al sindaco di Genova Marco Bucci sotto forma di petizione.

I commenti 

Romolo Solari, presidente di Fiab Genova, ha commentato così i risultati ottenuti: " Indipendentemente dal nome scelto riteniamo che il sondaggio sia stato un successo. Pubblicizzato fra ciclisti ed a questi dedicato ha evidenziato come la sicurezza per chi si muove in bici sia una questione seria. Anche ricordando i nostri morti in strada si contribuisce a tenere caldo il problema sicurezza la cui soluzione non può essere disattesa dalle autorità preposte".

Dal canto suo Alessandra Repetto, fondatrice del gruppo #genovaciclabile ha rimarcato: "Non dobbiamo però fermarci all’alto valore simbolico di una pista ciclabile intestata ad un ciclista vittima della violenza stradale. Vanno aggiunte azioni concrete per rendere davvero sicure le nostre strade: altre piste ciclabili protette e strade urbane ai 30 km/h (veri) utilizzando dissuasori della velocità".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Un nome per la pista ciclabile di corso Italia", i risultati del sondaggio

GenovaToday è in caricamento