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Covid, Ansaldi: «Rt inferiore a 1, la Liguria verso la zona gialla»

L’Rt è 0,87 e Alisa si attende un rischio moderato che farebbe passare la Liguria in zona gialla ma lo deciderà il report dell’Istituto superiore di Sanità

Determinante sarà l'indice del rischio: se moderato la Liguria passerà in zona gialla, se alto resterà in arancione. Ma il responsabile della prevenzione di Alisa, Filippo Ansaldi vede "giallo": «L'Rt è 0,87, e ci aspettiamo un rischio moderato che configurerebbe una zona gialla. Se con questo Rt avessimo rischio alto resteremmo arancioni».

Il nodo, però, sarà sciolto soltanto domani. Il Dpcm prevede che "la permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione".

Per rientrare nella categoria di rischio più bassa la task force sanitaria raccomanda il mantenimento delle misure di autoprotezione (mascherina, distanziamento, igiene delle mani) per evitare un effetto yo-yo che, nelle prossime settimane, farebbe passare la Liguria da gialla ad arancione. Il ministero infatti ha sempre fatto decorrere i 14 dalla prima certificazione di uno stato inferiore a quello che ha portato alla ordinanza restrittiva. E quindi si dovrebbe aspettare ancora una settimana prima di passare al nuovo giallo in caso di valori in rialzo.

«Sulla base del report n.37 dobbiamo aspettare la seduta della cabina regia di domani (venerdì 29 gennaio, ndr) per avere dati consolidati che ci diranno se siamo in fascia gialla o arancione. La nostra capacità di monitoraggio e accertamento diagnostico è ottima e abbiamo indicatori al di sopra della soglia - continua Filippo Ansaldi - La trasmissione del virus è in lieve diminuzione, con un Rt intorno a 0,87, riferito a dieci giorni fa. La pressione sulle terapie intensive delle strutture ospedaliere è attestata intorno al 30%, e intorno al 35% per le medie intensità, dopo il picco autunnale i nuovi casi appaiono stabili. Nelle ultime due settimane si è registrata una diminuzione dell’incidenza. E sulla base di tutto questo, avendo un rischio basso, dovremmo entrare in zona gialla».

Il piano vaccini in Liguria

«Cominceremo a vaccinare gli ultra 80enni, oltre a quelli che sono nelle RSA – ha detto Toti giovedì sera in conferenza stampa sul Covid in collegamento da Roma – dalla metà del mese di febbraio, forse anche qualche giorno prima. Il tutto condizionato all’arrivo dei vaccini per i quali esiste un problema di approvvigionamento».

«Oggi - ha ricordato il presidente - i vaccini somministrati sono stati abbondanti: 4.225 che portano il totale a 54.241, cioè il 73% dei vaccini consegnati alla nostra sanità che vuole prudentemente tenere un corretto equilibrio tra consegnati e somministrati».

Numeri in costante aggiornamento quelli forrniti da Barbara Rebesco, responsabile della Logistica dei vaccini: «Questa settimana abbiamo ricevuto da Pfeizer 10 pizza box anziché 17 per cui abbiamo subito una decurtazione. Anche se Pfeizer ci ha comunicato inaspettatamente che la settimana prossima saranno consegnati 14 pizza box. Numeri in continuo divenire che obbligano la sanità regionale ad aggiornare continuamente il nostro programma vaccinale. Tra le indicazioni il suggerimento di utilizzo del vaccino Moderna per i pazienti e gli operatori delle RSA perché si tratta di un vaccino più maneggevole e stabile. Fino a che non avremmo un tesoretto adeguato devono essere conservate il 50% delle dosi consegnate per garantire il timing della seconda dose. Chiudiamo a gennaio con 86.600 dosi di vaccino e a febbraio dovremmo ricevere, salvo modifiche, 52 pizza box pari a 60.800 dosi di Pfeizer e 18.400 dosi di Moderna».

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