Sabato, 12 Giugno 2021
Coronavirus

Diciottenne grave per trombosi dopo vaccino, Bassetti: «No a psicosi, forse altri farmaci coinvolti»

La ragazza è stata sottoposta a un doppio intervento chirurgico e le sue condizioni sono sempre gravi, ma stabili. L'infettivologo genovese invita alla prudenza e a evitare allarmismi e ipotizza la correlazione con altre terapie

Il rischio esiste, ma «è molto basso»: Matteo Bassetti interviene sul caso della 18enne che lotta per la vita all’ospedale San Martino per una trombosi, tornando a parlare della presunta correlazione tra episodi di questo genere e vaccinazioni contro il coronavirus.

La ragazza, le cui condizioni sono sempre gravissime ma stabili, era stata vaccinata 10 giorni fa con Astrazeneca. Quanto accaduto ha riacceso la discussione sulla somministrazione di questa tipologia di vaccino, a vettore virale come il Johnson & Johnson, ai giovani, in particolare alle giovani donne.

«Occorre ora stabilire se vi siano correlazioni tra il vaccino e la trombosi stessa - ha detto l’infettivologo genovese facendo alla ragazza gli auguri per una ripresa - In piena campagna vaccinale di massa, bisogna essere trasparenti, ma anche cauti nel dare informazioni corrette alla popolazione. I dati dicono che la pillola anticoncezionale può causare 200 eventi trombotici ogni milione di donne che la assumono (eppure nessuna donna ha mai pensato di rinunciarvi nonostante non sia un farmaco salvavita). Il trattamento con eparina può’ portare a 5000 eventi trombotici ogni milione. I vaccini anti-Covid, quelli a vettore virale, possono causare fino a 6 casi di trombosi ogni milione di vaccinati».

«Esiste il rischio ma molto molto basso - ha concluso Bassetti - Ogni farmaco, qualunque farmaco può avere effetti collaterali. Quando si decide di sottoporsi alla vaccinazione occorre informare il medico di tutti i farmaci che si assumono senza tralasciare nulla». Tra le ipotesi alla base della trombosi, infatti, c'è anche quella di una concomitanza tra farmaci e vaccino, ma le analisi sono ancora in corso. Il caso è stato segnalato alla farmacovigilanza, cui è affidato il compito di indagare sulle cause, mentre le condizioni della 18enne vengono attentamente monitorate dopo il doppio intervento chirurgico cui è stata sottoposta.

A oggi Astrazeneca viene somministrato sotto i 60 anni su base volontaria, con open day e open week. In Liguria sono stati due gli open day dedicati alla vaccinazione volontaria con Astrazeneca, dedicati agli over 18 sino a 60 anni. Sopra i 60 anni l’uso di Astrazeneca è raccomandato dall’Aifa. Diversi esperti si sono espressi sulla possibilità di somministrare il vaccino Astrazeneca alle giovani donne: Chiara Azzari, immunologa e docente di Pediatria all'università di Firenze, si è rivolta all'Ema commentando il caso dellam 18enne e invitando a «escludere le donne giovani dalla somministrazione di vaccini a vettore virale, non solo dalla prima ma anche dalla seconda dose, con indicazioni ancora più chiare».

«L'Ema - ha ricordato Azzari all'Adnkronos Salute - ha indicato che sono possibili, in casi davvero rarissimi, forme specifiche di trombosi. Tuttavia ha anche indicato che c'è una popolazione in cui questi eventi sono più frequenti, ovvero le donne giovani. Tanto è vero che anche in Italia la vaccinazione con AstraZeneca alle giovani non viene più iniziata. Ci restano le persone che hanno già fatto la prima dose e devono fare la seconda. Su questo abbiamo però già dati scientifici secondo i quali è possibile l'intercambiabilità dei vaccini fra quelli attualmente disponibili. Credo che l'Ema dovrebbe dare un'indicazione ancora più chiara - rimarca - dicendo che non solo non si fanno le vaccinazioni a vettore virale alle donne giovani, dato il maggiore rischio, ma non si fa nemmeno la seconda dose, offrendo un vaccino diverso».

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