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Covid, l'Ema dà il via libera al vaccino Pfizer. Bassetti: «Virus mutato? Funzionerà uguale, troppo rumore»

Arriva l'ok per la somministrazione delle prime dosi, che in Liguria, come nel resto d'Italia, verranno somministrate il 27 dicembre e poi, in modo massiccio, dai primi di gennaio

«L'Ema ha raccomandato l'autorizzazione condizionale del vaccino per il Covid-19 sviluppato da Pfizer/BioNTech»: la conferma è arrivata da Marie-Agnes Heine, direttrice della comunicazione dell'Agenzia europea per i medicinali, a margine dell’annunciata riunione prevista per oggi. 

«È la notizia che aspettavamo», è stato il commento del ministro della Salute, Roberto Speranza, che insieme con le Regioni ha già programmato il piano vaccinale in Italia: ogni Regione riceverà le dosi di vaccino commisurate alla richiesta, con una campagna vaccinale contraddistinta da una primula che si articolerà in due fasi.

Il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha già fornito le prime date: il 27 dicembre verranno inoculate, simbolicamente, le prime 320 dosi fornite da Pfizer e consegnate al San Martino, e i primi di gennaio dovrebbero arrivare le prime 60mila dosi che dovrebbero essere somministrate entro le prime tre settimane del mese. I destinatari individuati sono personale sanitario di ospedali e rsa, ospiti delle rsa e volontari delle pubbliche assistenze. 

«Cresceremo poi con i vaccini Pfizer e vaccini Moderna su gennaio, febbraio e marzo», aveva già spiegato Toti. Il piano vaccinale prevede che i vaccini vengano somministrati attraverso i 15 presidi ospedalieri individuati appositamente, e per la Asl 3 sono previste, per la prima fase, 28.730 dosi. Alla gioia per il via libera dell’Ema si accompagnano però i timori riguardanti la mutazione del vaccino riscontrata per la prima volta in Gran Bretagna, che starebbe già circolano in altre parti d’Europa.

Virus mutato, Bassetti: «Stiamo calmi, il vaccino funzionerà»

Sulla questione è nuovamente intervenuto Matteo Bassetti, che nel ricordare che la variante mutata è stata isolata anche in Italia, in una coppia di Roma, ha sottolineato che «fermare i voli da e per l'Inghilterra sembra simile a quello che si fece nell'inverno scorso con la Cina. Il virus era già qui tra noi e noi lo cercavamo nei signori con gli occhi a mandorla.. Guardiamo in casa nostra dove abbiamo validissimi esperti di microbiologia, virologia e genomica e mettiamoli nelle condizioni di lavorare al meglio e di essere ascoltati da chi decide. Per qualcuno, quello che fanno all'estero è sempre più giusto e intelligente di quello che facciamo da noi».

«Sono state numerosi le pubblicazioni scientifiche che hanno documentato vari tipi di mutazioni del SarsCoV-2, senza che ci sia stata tutta l'enfasi delle ultime 24 ore - ha proseguito l’infettivologo genovese - Stiamo calmi: non siamo di fronte a un virus nuovo, ma allo stesso virus lievemente mutato e forse più diffusivo. I vaccini funzionano anche su questa variante. Troppo rumore. Troppo. Troppo.  Cacofonico e da non ascoltare».

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