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Vaccino covid, dal Ministero via libera a una sola dose per i guariti: in Liguria sono 70.000

Una circolare della direzione Prevenzione conferma la possibilità di somministrare una sola volta il vaccino a chi ha contratto il virus

Via libera del ministero della Salute alla somministrazione di un'unica dose di vaccino anti coronavirus per chi lo ha contratto ed è guarito.

La specifica è contenuta nella circolare firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, in cui si conferma la possibilità di passare da due a una sola dose per i guariti  «purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa».

L’unica somministrazione non è prevista, inoltre, in caso di soggetti «che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici», che dovranno invece ricevere la doppia dose come previsto dal protocollo iniziale.

Con le dovute eccezioni, il documento cambia inevitabilmente le modalità di gestione della campagna vaccinale, ricalcando quanto già espresso dal Consiglio superiore di sanità e dall’Agenzia italiana del farmaco e facendo eco alle richieste avanzate da diversi esperti, tra cui l’infettivologo genovese Matteo Bassetti.

Prevedendo una sola dose per i guariti - sintomatici o asintomatici - aumenterà il numero delle persone che potrà ricevere il vaccino, con ricadute anche sulla velocità con cui al campagna di immunizzazione avanza. Tempi fondamentali soprattutto in questi giorni in cui la terza ondata si sta inesorabilmente abbattendo su tutta l’Italia facendo salire la conta dei contagi, dei ricoveri e dei morti.

A oggi in Liguria sono quasi 70.000 i guariti dal coronavirus su un totale 78.992 contagiati, il che significherebbe - semplificando al massimo - che le 140.000 dosi preventivate per i guariti liguri scenderebbero a 70.000. La conta dei morti intanto è altissima, 3.695 persone decedute da inizio pandemia, 15 soltanto negli ultimi cinque giorni. E la Regione prova ad accelerare sulla campagna vaccinale chiedendo alla Asl di raddoppiare gli sforzi: obiettivo, 14.000 vaccini in più nei prossimi sette giorni, oltre 19.000 a settimana per gli over 80, come detto dal presidente della Regione Toti mercoledì sera.

«Di questi 14mila, 5.400 andranno alla Als1 per vaccinare la maggior parte del personale della scuola e delle forze dell’ordine prima che scada l’ordinanza con le misure restrittive da poco adottata - ha spiegato - Altri .200 andranno alla Asl2, 4.000 alla Asl3, 750 in Asl4, 1.450 alla Asl5, 400 al San Martino e 550 al Galliera di Genova. Sulle altre province questi vaccini in più riguarderanno l’Università di Genova, le forze dell’ordine e il personale indispensabile dello Stato».

Il sistema dovrebbe andare a regime, sottolinea ancora Toti, dal 15 marzo, giorno in cui scenderanno in campo anche i medici di medicina generale. Che dovrebbero iniziare a prendere le prenotazioni per i pazienti - docenti e personale scolastico e quelle categorie prioritarie che non possono somministrarli internamente e indipendentemente, insieme con le persone inserite nella categoria dei fragili - dal 9 marzo.

«In questo modo ai circa 20mila vaccini eseguiti a settimana se ne aggiungerà un numero lievemente superiore prodotto dai medici di famiglia, per un totale di 45mila vaccini a settimana, cioè un numero significativo e importante», ha detto il presidente della Regione, chiamando in casa «il gigantesco numero di pazienti over 80 da vaccinare».

«I numeri calcolati sulla base della popolazione parlano chiaro: per quanto riguarda le prime dosi, la media ligure è 5,63% (quella nazionale del 5,26), quindi abbiamo vaccinato più cittadini rispetto alla media italiana, anche se abbiamo somministrato in percentuale meno vaccini di quelli consegnati», si è quindi difeso Toti, rispondendo alle accuse delle opposizioni sul posizionamento della Liguria in termini di somministrazione.

«Per quanto riguarda invece la percentuale di persone che hanno ricevuto un ciclo completo - ha concluso - la media italiana è il 2,43%, quella ligure il 2,58% della popolazione».

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